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	<title>CRONACHE DI UNO SFIGATO &#8211; GianLucaCampagna.eu</title>
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	<description>Attività e libri di Gian Luca Campagna</description>
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	<title>CRONACHE DI UNO SFIGATO &#8211; GianLucaCampagna.eu</title>
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		<title>Oscar senza merito ma con l&#8217;all inclusive. Il politically correct esteso ai romanzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 05:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siete degli sceneggiatori e dei registi e avete pensato a una trama accattivante per il prossimo film? Bene. A un finale che è un colpo allo stomaco e induce a riflettere? Grandi. Però, ora è il momento di pensare anche a come comporre cast e troupe, perché non vince solo l’idea più bella e come...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siete degli sceneggiatori e dei registi e avete pensato a una trama accattivante per il prossimo film? Bene. A un finale che è un colpo allo stomaco e induce a riflettere? Grandi. Però, ora è il momento di pensare anche a come comporre cast e troupe, perché non vince solo l’idea più bella e come viene realizzata ma anche come <strong>sono gli orientamenti sessuali, razziali, di genere, fors’anche di tifo di quale club sportivo e declinazione alimentare dei vostri attori, stuntmen e portavivande.</strong> Niente ironia se non fosse tutto vero, quindi l’ironia diventa sarcasmo. Infatti, per concorrere ai Premi Oscar 2024 l’Academy di Hollywood ha stabilito i nuovi requisiti per favorire l’equa rappresentanza di origine, genere, orientamento sessuale e persone con disabilità, così la statuetta non andrà a chi è più meritevole ma chi è attento all’all inclusive. Politicamente corretto, direte? Beh, forse un modo di anestetizzare, globalizzare, uniformare e appiattire, dove tutti guardano con sospetto tutto e tutti, alla faccia della caccia alle streghe di matrice maccartista, altroché. Forse per far trionfare una certa corrente di pensiero? Chissà. Anche se restano perplessità per questo pot-pourri indigesto. <strong>Un modo orwelliano di guardare al futuro, che a breve si estenderà anche ai premi di narrativa, ci potete scommettere.</strong> Cari amici scrittori, per partecipare alla prossima edizone del Premio Strega, Bancarella, Campiello, Giallo Mondadori e via cianciando quando penserete alla scaletta e ai vostri personaggi colorateli già dal soggetto in nome di un equilibrio razziale, religioso, sessuale, altrimenti alcuni lettori potranno apostrofarvi come omofobi, fascisti, castristi, terrapiattisti, eliocentristi, consumisti, casti, antifascisti, sionisti, sinofobi, fancazzisti, iperattivi, antimperialisti e imperialisti.</p>
<p><strong>Speriamo che almeno ci sia un’unica colonna sonora. Quale? Nuntereggae più di Rino Gaetano.  </strong></p>
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		<title>Io e Tu sulla terrazza sul mare dove non c&#8217;è il mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 06:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Io e Tu sulla terrazza sul mare dove non c è il mare. Era questo il titolo onirico e visionario che avevamo deciso di dare a un romanzo scritto a 4 mani, nato durante quelle bevute sconce e colossali che solo i veri amici sanno godersi, dal 2008 a oggi, non solo in provincia di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Io e Tu sulla terrazza sul mare dove non c è il mare. Era questo il titolo onirico e visionario che avevamo deciso di dare a un romanzo scritto a 4 mani, nato durante quelle bevute sconce e colossali che solo i veri amici sanno godersi, dal 2008 a oggi, non solo in provincia di Latina ma in tutta Italia. Ma era poi solo un pretesto per stare insieme, filosofeggiare, conversare e abbracciare le cose belle della vita, tra cui l&#8217;amicizia leale e sincera, condita con i vaffanculo e i ti voglio bene, dal giorno alla notte. Tanti gli aneddoti e i legami, amico mio, da Argo che ti saltava addosso al tuo amore per i bar e Latina, la città &#8216;fascista&#8217; che avevi cominciato ad amare, dai letti di fortuna ai pasti impossibili, che ti hanno decretato subito come &#8216;il gran sacerdote di giallolatino&#8217;. Già mi manca quel tuo ghigno che avevi al posto del sorriso accomodante. Mi mancherà quel tuo modo generoso di coinvolgere anche gli ultimi e gli sfigati. Mi mancherà la tua ironia dissacrante e i tuoi giochi lessicali. Mi mancherà il tuo sigaro smozzicato e l&#8217;intercalare &#8220;e allora?!&#8221; che sembrava tanto un grido di battaglia. Mi mancherà il tuo odio per il calcio e l&#8217;ammissione che sono stato l&#8217;unico a farti leggere romanzi col pallone protagonista. Mi mancheranno le tue lacrime per le donne che amavi. Mi mancherai, bastardo. Ma questo già lo sapevi.</p>
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		<title>La libertà violata con uno spazzolino da denti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 06:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ti accorgi che una donna sta entrando nella tua vita? Che la sfera della tua privacy sta per essere irrimediabilmente violentata? Esatto, stuprata. È quando accadrà un fatto inspiegabile ma spiegabile, ma che segna un rapporto in una data data. Cioè quel famoso punto critico per cui se un lapidottero zoppo scoreggia sule rive...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ti accorgi che una donna sta entrando nella tua vita? Che la sfera della tua privacy sta per essere irrimediabilmente violentata? Esatto, stuprata. È quando accadrà un fatto inspiegabile ma spiegabile, ma che segna un rapporto in una data data. Cioè quel famoso punto critico per cui se un lapidottero zoppo scoreggia sule rive del Madagascar ecco che crolla un palazzo nuovo di pacca al centro di Forlimpopoli. Sapete, quindi, qual è il punto critico di un nuovo rapporto tra uomo e donna che si sono appena conosciuti e si stanno frequentando?</p>
<p>Semplice. Vivi quella stessa sensazione per cui un uomo sa che deve svegliarsi ogni mattina e correre più veloce di una donna pronta a violare la sua personale comfort zone. E quali sarebbero queste prepotenze? Non certo quella di vietare di sedersi sul sofà buono del salotto per fissare ebetamente una patita di calcio in tv. No. Capisci che la tua sfera di libertà sta per cessare in un dato momento preciso.</p>
<p>Siamo adulti. Immaginate un uomo e una donna. Sono liberi, si conoscono, si riconoscono dall’odore, si frequentano, si piacciono, vanno a cena, finiscono a letto… Beh?! Fin qui nulla di anomalo. Comunque, a volte questo scambio di esperienze e talvolta di saliva nasconde la più subdola delle insidie. Non che lei resti a dormire a casa tua. Quello ci sta, è la variabile impazzita di quando frequenti una donna dopo un tot di giorni. Certo, speri sempre che la mattina successiva lei, esausta dopo la maratona di sesso a letto, abbia un impegno mattiniero, meglio in orario antelucano, e così sparisca prima ancora che tu ti svegli e sia costretto a preparare la colazione.</p>
<p>No, non è quello il punto della libertà violata. La responsabilità ricade sullo spazzolino da denti. Questo sopruso avviene quando scorgi uno spazzolino da denti nuovo che va ad ombreggiare quello tuo lì in bagno, nel bicchiere immacolato che fino ad allora ospitava un dentifricio palpeggiato in più punti caotici e il tuo in atteggiamento fiero e solitario, è lì che il panico assale l’uomo. Stati d’ansia, conati, palpitazioni, giramenti di testa, mancamenti e la consapevolezza che nulla sarà più come prima.</p>
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		<title>Aiuto, arriva il cambio di stagione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 06:51:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete quando è che cambia la vita di coppia? Forse quando andate a vivere insieme? Forse quando prendete una sbandata per un’altra donna? Forse quando cambiate l’auto? Forse quando trasformate il vostro lavoro? O vi trasferite in un’altra città? O in un’altra casa? No. Il terrore di una coppia è il cambio di stagione. In...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete quando è che cambia la vita di coppia? Forse quando andate a vivere insieme? Forse quando prendete una sbandata per un’altra donna? Forse quando cambiate l’auto? Forse quando trasformate il vostro lavoro? O vi trasferite in un’altra città? O in un’altra casa? No. Il terrore di una coppia è il cambio di stagione. In quel momento intere famiglie si sfasciano, coppie granitiche scoppiano, i figli chiedono asilo politico agli amici e ai vicini di casa.<br />
L’aria in casa diventa irrespirabile, come se vi trovaste nel bel mezzo di una zuffa antistadio tra due avverse tifoserie e la polizia spara lacrimogeni come fossero caramelle. Così capita che invece di trovarvi le ante dell’armadio snellite ecco che in uno slancio di possesso compulsivo non vi disfarete di nessun capo d’abbigliamento d’antan, cercherete anzi di creare out fit assiro-grotteschi, tardo-crociati, pre-rococò o grunge-razionalisti.<br />
Così gli armadi diventano gonfi come panini imbottiti preparati dalla nonna materna di origine meridionale. Tu credi di liberarti per sempre di abiti pronti per essere dismessi, ti fai anche un ordine mentale perchè ti ricordi di qualche capo, magari andranno regalati al cugino sfigato che non può permettersi nemmeno un pullover, oppure donati alle pie signore della tua parrocchia, oppure gettati alla rinfusa dentro i cassonetti della Caritas, oppure consegnati alla signora Perbene (c’è sempre una signora Perbene nel quartiere dove abiti) che saprà distribuirli ai più bisognosi.<br />
Invece capiterà che non troveremo il coraggio di disfarci di alcuni abiti, cui siamo affezionati. Magari è il completo della laurea, la blazer del giorno dell’assunzione a una grande azienda, una tuta di una performance sportiva unica, la cravatta ereditata da nostro nonno, una pochette da taschino regalata da una fidanzata che poi ci ha strappato il cuore… Finchè ecco che succede l’armageddon. In una giacca regalata dalla vostra compagna salterà fuori un perizoma anonimo, di quelli che usano le pole dancer nelle feste di addio al celibato. Ed è lì che odierete il cambio di stagione. </p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="vNDmR4LkYd"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/in-ricordo-di-montalban-a-tavola-bruciando-i-libri/">In ricordo di Montalbán: a tavola bruciando i libri</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;In ricordo di Montalbán: a tavola bruciando i libri&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/in-ricordo-di-montalban-a-tavola-bruciando-i-libri/embed/#?secret=vNDmR4LkYd" data-secret="vNDmR4LkYd" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>In ricordo di Montalbán: a tavola bruciando i libri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 23:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si celebra il ricordo di un grande scrittore? Mangiando le specialità del suo Paese (il cibo è cultura) e bruciando qualche libro indigesto. Il rito è sacro. Unisce due leve della vita. La narrativa e la cucina. Il giallo (o il noir, come preferite, ma sempre di colori forti si tratta) e la tavola....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si celebra il ricordo di un grande scrittore? Mangiando le specialità del suo Paese (il cibo è cultura) e bruciando qualche libro indigesto.<br />
Il rito è sacro. Unisce due leve della vita. La narrativa e la cucina. Il giallo (o il noir, come preferite, ma sempre di colori forti si tratta) e la tavola. E il binomio resta indissolubile. Galeotto fu certo il cult movie Invito a cena con delitto, la folgorazione sulla via della letteratura invece è arrivata poco dopo. Giunta fulminea e abbacinante come un pallone scagliato in rete. Fu l’incontro con Manuel Vázquez Montalbán, lo scrittore, saggista, giornalista, poeta e gastronomo spagnolo, appassionato come pochi dei blaugrana del Barcellona, nel romanzo Il centravanti è stato assassinato verso sera a esaltare quell’assioma, rafforzandolo poi con la passione calcistica, intendendo il calcio come fenomeno delle masse.<br />
E se nella pellicola scritta dal commediografo Neil Simon e diretta da Robert Moore dove attorno alla tavola in una villa isolata si ritrovano tutti i più celebri detective che la letteratura gialla ha generato, nel romanzo dell’autore catalano troviamo quei topoi poi codici che hanno formato il noir mediterraneo, un mix di intrighi, misteri e delitti conditi con le ottime ricette che scaturiscono dalla culla della civiltà.<br />
Certo, un’altra caratteristica del detective di Montalbán era quella di bruciare nel suo caminetto i libri. Pepe Carvalho, nei tanti momenti di riflessione, intercettava dalla sua fornitissima biblioteca un testo che in qualche modo gli aveva influenzato l’esistenza e, puffète, c’attizzava il camino. E le lingue di fuoco aggredivano quelle storie di carta e inchiostro che magari avevano generato sbadigli o accentuato emozioni. Una biblioclastia catartica, suvvia.<br />
Così, il 18 ottobre di ogni anno si celebra nella mia umile dimora il rito. Si cena. Spagnolo, claro, e si bruciano libri, pure questo è chiaro. Per ravvivare oltre che il fuoco nel camino anche la memoria di uno dei più grandi autori e che ha in parte dirottato i miei gusti letterari e influenzato gli orientamenti narrativi: in onore di Montalbán, che proprio il 18 ottobre di tanti anni fa ha detto ‘ciao’ alla vita terrena.<br />
Se il romanzo Il centravanti è stato assassinato verso sera è stato galeotto, il passo successivo è stato a ritroso, cercando e leggendo tutti i precedenti di quell’autore dal nome armonioso checchè ne dica la vita reale (e narrativa) piena di –formativi e opportuni- casini. Nello splendido Tatuaggio, il secondo romanzo dove compare Pepe Carvalho, ecco che il detective privato «si sorprese schiavo di una cultura che lo aveva separato dalla vita, che aveva falsificato la sua sentimentalità come gli antibiotici possono distruggere le difese dell’organismo». È qui che Pepe comincia l’opera di ‘pulizia’ che richiama facilmente i roghi hitleriani, prelevando dalla biblioteca i libri infondendo «il meritato castigo alle verità inutili che riuniva». E se è in trasferta, Pepe si reca in libreria, acquista tomi e poi gli dà vita accendendoli. Un luogo comune potrebbe farci increspare le labbra e ghignare che bruciare libri è «da fascisti». E quando Alma, l’amica argentina di Carvalho, che vedendolo gettare alle fiamme Tango. La canzone di Buenos Aires di Ernesto Sábato, cerca di frenarlo con gli insulti.<br />
– Sei pazzo? Cosa sei, un fascista? I fascisti sono gli unici che bruciano i libri.<br />
«Carvalho si consegna alla comodità di un sofà mentre accende un sigaro».<br />
– È una vecchia abitudine. Ho letto libri durante quarant’anni della mia vita e adesso li brucio perchè non mi hanno insegnato a vivere.<br />
– Quello che dici sembra di Julio Iglesias.<br />
E questo ci fa tornare al sorriso.<br />
Certo, bruciare libri non è fascista. È peggio. Appartiene ad altre amenità che hanno scandito la storia. Così andiamo dalle fiamme che hanno decretato la fine della biblioteca d Alessandria d’Egitto per ordine del califfo Omar con le sue illuminanti frasi («In quei libri o ci sono cose già presenti nel Corano, o ci sono cose che del Corano non fanno parte: se sono presenti nel Corano sono inutili, se non sono presenti allora sono dannose e vanno distrutte») a quelle del falò delle vanità attizzate da Girolamo Savonarola (che subì, ahilui, la legge del contrappasso) passando per quelle ordinate dall’Inquisizione, fino ad arrivare a quelle liberate dai governi liberticidi come quelli di Pinochet in Cile e della junta militare in Argentina o a quelle imbevute di benzina e idiozia dei fanatici (perché gli altri che erano?!) dell’Isis che hanno riscaldato i libri della biblioteca di Mossul. Così, l’amara ironia distopica di Ray Bradbury (il pompiere Guy Montag scova con la sua squadra libri nascosti e li incenerisce) in Fahrenheit 451 non è solo letteratura.<br />
Così, ieri sera, onorando la tavola (mi sono legato ai fornelli dalla mattina), ho preparato un menù spagnolo (paella valenciana, tortillas de patatas, tortillas de calabacìn, papas arrugàs con mojo picòn, alitas de pollo à la plancha, espinacas con pasas y piñones) innaffiato da litri di sangria. E gli invitati? Amici scrittori, che avevano l’obbligo di varcare la soglia di casa con un libro (qualcuno s’è lasciato prendere la mano, venendo con più di un tomo) da gettare nel caminetto. Io quale ho bruciato? Il libro di un autore che sensibilizza il mondo del suo nuovo parto narrativo ma non partecipa mai a incontri e dibattiti. Ah, il libro, da bruciare era un sonnifero. Ora, ho un posto libero in biblioteca. A breve cercherò di rimpiazzarlo. </p>
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		<title>Il doping letterario e la falsità del successo, da Salazar alla De Lellis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 13:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Giulia De Lellis ad Alberto Salazar quante storie false per raggiungere risultati bugiardi. Amo chi bluffa. Ma non amo i bari. Meriterebbero di stare in una bara, direbbe Pinketts. Dai tempi dell’Ulisse di Omero ho sviluppato una certa ammirazione mista a insofferenza o insofferenza mista ad ammirazione per l’eroe di Itaca che prima fa...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu/il-doping-letterario-e-la-falsita-del-successo-da-salazar-alla-de-lellis/">Il doping letterario e la falsità del successo, da Salazar alla De Lellis</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu">GianLucaCampagna.eu</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Giulia De Lellis ad Alberto Salazar quante storie false per raggiungere risultati bugiardi. Amo chi bluffa. Ma non amo i bari. Meriterebbero di stare in una bara, direbbe Pinketts. Dai tempi dell’Ulisse di Omero ho sviluppato una certa ammirazione mista a insofferenza o insofferenza mista ad ammirazione per l’eroe di Itaca che prima fa lo scemo per non andare in guerra, poi s’inventa uno stratagemma che passerà alla storia per fermare una guerra decennale, infine comincia la sacra arte della seduzione con annessa menzogna, attività prettamente maschile da millenni.</p>
<p>Ma arriviamo al dunque. Durante i Mondiali di atletica a Doha in Qatar fa eco la squalifica comminata al guru del mezzofondo Alberto Salazar, coach statunitense impegnato nell’Oregon Projetc, il gruppo di allenamento di alto livello che fa base a Beaverton nel nordest degli Usa, accanto alla sede della Nike, che sorge su un’area non incorporata, cioè una zona secondo il diritto anglosassone che non fa parte di alcuna municipalità e quindi è priva di personalità giuridica (boh, sarà una sorta di Area 51, anche se proliferano sospetti che sia pulita quanto un laboratorio della ex DDR ai tempi d’oro dell’atletica dell’Est spacciata per doping di Stato). L’accusa è organizzazione e istigazione al doping e traffico di testosterone, accuse mica da poco, che gettano sospetti, ombre e discredito anche su quegli atleti che l’allenatore ha plasmato negli anni e che hanno fatto incetta di medaglie.</p>
<p>Alla stessa stregua apriamo un capitolo su Giulia De Lellis, l’influencer che ha scritto quel libro ‘Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!’ che sta andando fortissimo. Premesso che chiunque possa scrivere e manifestare il proprio pensiero (nell’era dei social network, poi…), quello che mi rende perplesso è che è emerso candidamente il nome del suo ghost writer (alias Stella Pulpo): se prima avevamo dei sospetti ora abbiamo la certezza che i personaggi noti non scrivono (perché non sanno scrivere, ma probabilmente nemmeno pensare…) ma si avvalgono di alte figure professionali. Questo è barare. Mi chiedono: stai rosicando perchè non vendi quanto la De Lellis? No, non rosico, ma denuncio, è diverso, questo sistema che non ho mai digerito dai tempi che mi allenavo in atletica leggera. Io non comprerei mai un libro dove c’è il nome di Tizio e poi c’è la certificazione che l’ha scritto Caio. La presa in giro è servita. Ma che senso ha? Non è pure questo doping? Non è forse ottenere risultati, nello specifico in campo letterario, barando? Un conto è scrivere un romanzo o un saggio o un’autobiografia con l’aiuto, il sostegno e le indicazioni di editor, un conto è abdicare alla narrazione con artefici discutibili per ottenere risultati che non si sarebbero mai raggiunti, né con anni di allenamenti muscolari né con intense sedute di scrittura creativa. A quando il reato di doping letterario?</p>
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		<title>Manie e smanie di uno scrittore d&#8217;insuccesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 14:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ma quante arie da scrittore vi date certe volte? Mi invitano a un festival letterario. Vado. Sono anche ospite. Figo. L’organizzazione mi fornisce tutte le indicazioni per arrivare a destinazione, il b&#38;b, gli orari e il riferimento della locandiera moderna. Quella mi chiama, mi chiede se arriverò col treno, col ninebot by segway, hoverboard o...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quante arie da scrittore vi date certe volte? Mi invitano a un festival letterario. Vado. Sono anche ospite. Figo. L’organizzazione mi fornisce tutte le indicazioni per arrivare a destinazione, il b&amp;b, gli orari e il riferimento della locandiera moderna. Quella mi chiama, mi chiede se arriverò col treno, col ninebot by segway, hoverboard o se sono automunito. Vorrei sussurrare un ‘mongolfiera’ che fa ancien ma è tanto romantico e fa colpo, soprattutto se sei uno scrittore. Ma al di là di convergenze ecologiste uso ancora l’auto. Innesto la prima, imposto il navigatore sullo smartphone e Google Maps fa il suo dovere. In due ore arrivo alla meta (come fosse una partita di rugby). La locandiera mi attende al fontanone della cittadina, mi fa da guida, esploratrice e mi fornisce raccomandazioni varie, tipo le funzioni del mazzo di chiavi, come fungono il frigo e i fuochi del cucinino, di non portarsi donne a pagamento in camera (quindi, suppongo, le altre sì…) e via via cazzeggiando. Poi con accento oxfordiano mi fa: “Devo dire che lei è una persona gentile”. La guardo sbigottito e la mia faccia riassume ogni interrogativo, quella attacca dicendo che altri scrittori si sono inalberati perché non hanno potuto parcheggiare il Suv nel centro storico, portare in camera due dobermann e l’armadillo dell’amante, contrariati che la stanza non era stata igienizzata seguendo pedissequamente le norme della 626, delusi per l’assenza di lenzuola e federe di seta, seccati perchè i fusilli nella credenza non fossero trafilati in bronzo. A quel punto l’ho stoppata e le ho suggerito che la prossima volta deve accettare solo scrittori che amano pastasciutta profilata in bronzo e all’uranio impoverito, altrimenti questo b&amp;b per uomini&amp;donne che narrano vicende dure che restino fuori dalla porta a narrare storie tutte uguali a se stesse.</p>
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		<title>Il libero arbitrio di drogarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2019 04:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho scoperto che la nipote di un mio caro amico si droga. Oddio, non è che l’abbia vista tirare cocaina o spararsi una pera, però frequenta una coppia, marito e moglie, che sono conosciuti da tutti come spacciatori. Dite che sono posseduto da pregiudizi o sospetti infondati? Sarà, però, la ragazza a ogni ora della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto che la nipote di un mio caro amico si droga. Oddio, non è che l’abbia vista tirare cocaina o spararsi una pera, però frequenta una coppia, marito e moglie, che sono conosciuti da tutti come spacciatori. Dite che sono posseduto da pregiudizi o sospetti infondati? Sarà, però, la ragazza a ogni ora della notte è scarrozzata con l’auto di quelli, drinkano e sghignazzano. Mo’ non so se è pusher pure lei o soltanto un’accanita consumatrice ligia al clichè dal venditore al consumatore a centimetri zero. Comunque sta di fatto che avviso lo zio. Quello incassa la brutta notizia e mi ringrazia. Non so quello che è accaduto in famiglia, la mia coscienza si ferma al rapporto di stima e affetto che nutro verso quella persona, purtroppo non ho tempo e voglia di girare per il mondo e denunciare tutti quei casi di cui siamo testimoni. Ho raccontato questo fatto a un’amica e m’ha apostrofato. “Aò, ma sei proprio un infame. Ma i cazzi tuoi non te li potevi fare?!”. Io sgrano gli occhi. In che senso, scusa? “La ragazza ha più di 18 anni e potrà decidere anche come cestinare la sua vita o ci devono stare sempre gli adulti a giudicare o a controllare?”. E quindi?, dovevo girare la testa dall’altra parte? E se spaccano il cranio a un uomo o scippano una donna o violentano un bambino, che facciamo, diventiamo ugualmente omertosi? “Quello è un caso diverso. Nel caso della droga il libero arbitrio dove lo lasci?” m’incalza. Ma scusami, ma spacciare droga non è reato?, non è un fatto criminoso e criminale, non arreca danni al consumatore o è previsto addirittura nella Bibbia nel famoso adagio spacciare la droga agli assetati e agli affamati? “E poi, stronzo, mettiti nei panni della ragazza. Prova a immaginare la ramanzina che si sarà dovuta sorbire” insiste. </p>
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		<title>La prima cosa che ti dice una ex fidanzata dopo tanti anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 05:38:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa vi aspettate quando incontrate una ex fidanzata dopo tanti anni? Incontro un’ex fidanzata dopo dieci, quindici?, forse dopo vent’anni? Sì, forse avevo una trentina d’anni, quindi sono passati 240 mesi. Il bacetto è d’obbligo. Forse è rimasta ancora qualche scoria, qualche rimpianto, qualche rimorso. Da parte di entrambi. Di cose dette per ferire e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Cosa vi aspettate quando incontrate una ex fidanzata dopo tanti anni?</h4>
<p>Incontro un’ex fidanzata dopo dieci, quindici?, forse dopo vent’anni? Sì, forse avevo una trentina d’anni, quindi sono passati 240 mesi. Il bacetto è d’obbligo. Forse è rimasta ancora qualche scoria, qualche rimpianto, qualche rimorso. Da parte di entrambi. Di cose dette per ferire e di cose non dette per riallacciare speranze. Ma parliamo di una relazione naufragata nella preistoria dei rapporti. E così credi che il tempo resti un’ottima medicina. Però non è che sia così galantuomo. Il tempo, intendo, mica io.</p>
<h5>Quella dopo l’effusione fortuita del bacetto, mi fa: “ehi, ho saputo, eh…” e sogghigna.</h5>
<p>E io, sgranando gli occhi: “saputo cosa?!”. Magari m’aspetto, che ne so, un complimento per un premio letterario afferrato, una bella recensione su un giornale non a pagamento, una presentazione da urlo in un festival di grido, e invece quella continua: “aòòòò, ho saputo che la tua fidanzata storica t’ha mollato” e ride. Io la fisso e resto inebetito.</p>
<p>Ma come, dico io, mi incontri dopo vent’anni e non aspettavi altro che l’ora dello sfottò? Non mi ha chiesto nemmeno il banale ed educato “come stai?”, è passata subito alla pugna verbale. Anche perché non c’è un cazzo da ridere, esulti per una disgrazia sentimentale di un ex con cui hai condiviso i trascorsi nella preistoria. Eppoi, ancora, cosa sghignazzi se tu hai collezionato nel frattempo un divorzio, più una separazione dal tuo secondo matrimonio, più uno stillicidio di rapporti conflittuali coi figli avuti dal primo e secondo marito, più il tuo terzo compagno se n&#8217;è andato via con la domestica cubana alle Antille con biglietto di sola andata? Ti prego, spiegami.</p>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="7cRoHclZ4L"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/calami-le-mutande-che-ho-voglia-di-te/">Ti prego, calami le mutande che ho voglia di te</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;Ti prego, calami le mutande che ho voglia di te&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/calami-le-mutande-che-ho-voglia-di-te/embed/#?secret=7cRoHclZ4L" data-secret="7cRoHclZ4L" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu/la-prima-cosa-che-ti-dice-una-ex-dopo-ventanni/">La prima cosa che ti dice una ex fidanzata dopo tanti anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu">GianLucaCampagna.eu</a>.</p>
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		<title>Il cane abbaia e il vicino lo denuncia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2019 06:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACHE DI UNO SFIGATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva la denuncia del vicino perché il cane abbaia. Quando vai in vacanza a chi lasci il tuo cane? Vado in vacanza. E ho il &#8216;problema&#8217; del cane. Ma è una di quelle vacanze mordi e fuggi. Una last minute, direbbe la mia amica che s’esprime cool &#38; mood, dove tutto è fashion e cult....</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Arriva la denuncia del vicino perché il cane abbaia.</h4>
<p><strong>Quando vai in vacanza a chi lasci il tuo cane?</strong></p>
<p>Vado in vacanza. E ho il &#8216;problema&#8217; del cane. Ma è una di quelle vacanze mordi e fuggi. Una last minute, direbbe la mia amica che s’esprime cool &amp; mood, dove tutto è fashion e cult. La candidatura sono le isole Tremiti, scogli pugliesi in mezzo al nulla, dove storia e natura si fondono, “certo, non ha le fabbriche del divertimento di Ibiza” sbuffa quella, tatuata come una seguace di un maori e che ogni minuto canticchia le strofe di Baby K. Comunque andiamo e il cane resta in boxer, in giardino, al fresco, di tanto in tanto sollazzato da un amico fraterno che lo sfama e lo accarezza.</p>
<p>Ma quello, nel weekend vacante, ha sentito la mia assenza e ha manifestato il dissenso ululando alla luna. Infatti quando rincaso il vicino m’apostrofa.</p>
<blockquote>
<h6>&#8220;Non ho chiuso occhio nel fine settimana&#8221;.</h6>
</blockquote>
<p>Da quando sei partito il tuo cane mi ha impedito di riposare, perché di notte abbaiava come se lo stessero scuoiando” m’aggredisce. Faccio spallucce, “so’ tornato” lo rassicuro. Quello sorride perfido e mi spiattella in mano l’esposto per disturbo della quiete pubblica.</p>
<p>Haivoglia a dirgli che il mio è un cane letterato, che si lascia influenzare da quello che scrivo e che lui, fedelmente, ripete nel suo gergo, haivoglia a educarlo (il vicino…) che il cane è un essere senziente. Niente, quello mica recede. Ridacchia e dice che mi denuncia, a me e al cane, altro che esposto. Lo precedo, vado alla locale stazione dei carabinieri bicimunito, col cane sul sellino, ubbidiente come un peluche senza arti. E presento la mia denuncia: “il mio cane di notte abbaiava per lamentarsi nei confronti del vicino che russava, ergo la mancanza di buon riposo ne ha causato un’ansia patogena riscontrabile dalle occhiaie, dalla masticazione, dall’indolenza nella lettura”.</p>
<h6>Tutto risolto? In parte. Il mio cane continua a guardarlo in cagnesco.</h6>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="f4jsU8zRKb"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/gli-agenti-letterari-esistono-ma-loro-non-lo-sanno/">Gli agenti letterari esistono (ma loro non lo sanno)</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;Gli agenti letterari esistono (ma loro non lo sanno)&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/gli-agenti-letterari-esistono-ma-loro-non-lo-sanno/embed/#?secret=f4jsU8zRKb" data-secret="f4jsU8zRKb" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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