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	<title>FINIS TERRAE &#8211; GianLucaCampagna.eu</title>
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	<description>Attività e libri di Gian Luca Campagna</description>
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	<title>FINIS TERRAE &#8211; GianLucaCampagna.eu</title>
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		<title>6 agosto, l&#8217;inquietudine di &#8216;Finis terrae&#8217; al Cinema Corso di Latina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 12:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà forse un caso ma da quando è uscito il romanzo Finis terrae di Gian Luca Campagna è tornato in auge anche il caso dell’omicidio Don Boschin, ufficialmente riaperto da qualche giorno dopo 21 anni di oblio. E già, perché il romanzo parte proprio da quell’omicidio sebbene poi se ne discosti fortemente e comincia a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà forse un caso ma da quando è uscito il romanzo Finis terrae di Gian Luca Campagna è tornato in auge anche il caso dell’omicidio Don Boschin, ufficialmente riaperto da qualche giorno dopo 21 anni di oblio. E già, perché il romanzo parte proprio da quell’omicidio sebbene poi se ne discosti fortemente e comincia a percorrere altre tracce narrative. Questo si leggeva nella primavera del 2016, poco prima dell&#8217;uscita del romanzo &#8216;Finis terrae&#8217;. Oggi da quel 31 marzo 1995 quando è stato ammazzato Don Cesare Boschin nella sua canonica di Borgo Montello non si è saputo nulla. E il caso è finito di nuovo nel dimenticatoio, chiuso e sigillato dalla Procura di Latina, altro che cold case de&#8217; noantri.</p>
<p>Nella rassegna cinematografica &#8216;Latina sotto le stelle&#8217; presso il Cinema Corso di Latina martedì 6 agosto alle 20.30 prima del docufilm &#8216;Monte Inferno&#8217; che tratta proprio della discarica di Borgo Montello verrà presentato il romanzo ma anche il teaser realizzato dal regista Christian Antonilli, che è impegnato con una produzione cinematografica a trasformare il libro in un film.</p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p>“Se si guarda al territorio di Latina con la lente d’ingrandimento si resta stupiti per due motivi: per la bellezza di un territorio che non s’è piegato alla volontà degli uomini e per l’incapacità degli uomini di non aver trasformato quel territorio a un eden. Quindi, da una parte hai una natura selvaggia che insiste sul lato mare e sui laghi palustri e dall’altra le storture e le contraddizioni urbane che non hanno concesso alla prima città del Lazio di vivere come fosse un’oasi felice”.</p>
<p>Questo romanzo ha forse un titolo singolare, ‘Finis terrae’ (pp 470, euro 19, Oltre edizioni), dove il senso dello spazio è ‘delimitato’ dall’aspetto placido dei laghi salmastri e dall’infinito del mare, divisi da una lingua di terra, che forse ti fa capovolgere un territorio all’apparenza calmo ma che cova e sussulta di continuo. Ma non siamo a Latina e al Circeo, ma nell’ipotetica Villareale, che non è certo un non luogo, ma una cittadina di provincia, seppure immaginaria, compassata e borghese, selvaggia e ovattata, vigliacca e seducente, scossa da un delitto inquietante (un parroco trovato incaprettato), preceduto da un caso irrisolto (un bambino ucciso e seviziato 7 anni prima) e seguito da un’altra sparizione (un’affascinante ballerina di un night club).</p>
<p>Tornando alla trama, chi indaga in questi casi da matrioska se non un giornalista, probabile alter ego del narratore Campagna, giornalista nella vita reale? Ma non è il solo a cercare il volto dell’assassino. Ci sono anche un gruppo di donne, illuse e tradite dai rispettivi fidanzati e mariti, e un ex portiere di calcio, scommettitore incallito. Del resto, è sufficiente sbirciare la quarta di copertina per restare intrigati da una trama che non sai se possa mai appartenere a un solo genere o invece a una fusione tra i vari generi: “Un parroco che sapeva troppo trovato incaprettato nella canonica del suo borgo, un comitato ambientalista che scava nei segreti di una discarica e di una centrale nucleare dismessa, una prostituta di un night sparita nel nulla, una squadra di calcio che perde per pagarsi lo stipendio, un cronista indolente che non sa come impiegare il proprio tempo, un gruppo di imprenditori che avvia una centrale a biomasse per dare futuro a se stessi, un gruppo di amiche sull&#8217;orlo di una crisi isterica per i tradimenti dei mariti, una commessa di una boutique che aspetta ancora il principe azzurro, un ex calciatore col vizio della cocaina, un faccendiere serbocroato che tratta puttane, calciatori, scommettitori come se fosse ancora un cecchino durante l&#8217;assedio di Sarajevo. E sullo sfondo lo Scirocco che avvolge una città, sospesa tra mare, laghi paludosi e macchia mediterranea, in una sorta di finis terrae”.</p>
<p>Questa la definizione che concede il giornalista e scrittore Diego Zandel sul romanzo di Campagna: &#8220;Il romanzo di Gian Luca Campagna si inserisce in quel filone d’inchiesta narrativa cominciato da Giancarlo De Cataldo e Massimo Carlotto. Ecomafie, compravendita del sesso, calcioscommesse, politica miope: prendendo spunto dalla realtà, osservando i fatti di cronaca con occhi tridimensionali e scavando nelle torbide passioni umane, fondendo con la propria abilità narrativa i fatti alla fantasia romanzata, ‘Finis terrae’ lancia l’autore come una delle nuove promesse del noir italiano, strizzando l’occhio a quello mediterraneo. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, maledicendo l’autore che ti costringe a fare le ore piccole per scoprire pezzo dopo pezzo, parola dopo parola, come una moderna sciarada, il nome dell’assassino. Ma, attenzione, come nella realtà, niente è come potrebbe apparire in un primo –e in un secondo- momento&#8221;: così Diego Zandel, curatore della collana di narrativa dell&#8217;editrice Oltre.</p>
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		<title>Torna il romanzo davanti al pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 17:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era forse inevitabile che accendendosi i riflettori sull&#8217;idea di produrre un film tornasse la luce anche sul romanzo. Così, bontà sua, la giornalista e regista Emanuela Gasbarroni ha avuto l&#8217;idea di ravvivare un poco l&#8217;estate di Latina e di darmi appuntamento nella sua rassegna che coniuga arte visive e letteratura. Quando e dove? Martedì 6...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era forse inevitabile che accendendosi i riflettori sull&#8217;idea di produrre un film tornasse la luce anche sul romanzo. Così, bontà sua, la giornalista e regista Emanuela Gasbarroni ha avuto l&#8217;idea di ravvivare un poco l&#8217;estate di Latina e di darmi appuntamento nella sua rassegna che coniuga arte visive e letteratura. Quando e dove? Martedì 6 agosto alle 21 nella sala all&#8217;aperto del cinema Corso. Con me ci saranno anche Christian Antonilli e Luca Martinelli. Certo, presenterò il romanzo, lo racconterò, vi farò innamorare di Villareale che nel film diventerà Villa Circeo, poi spazio anche alla proiezione del teaser (bellissimo!) e agli insulti costruttivi del pubblico.</p>
<p>Verrà proiettato il film &#8220;Monte Inferno&#8221; regia di Patrizia Santangeli, che parla dell&#8217;emergenza e delle criticità ambientali tra Lazio e Campania, con le infiltrazioni della criminalità organizzata. Introduce Maria Teresa Accatino</p>
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		<title>L&#8217;idea del film davanti a un caffè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 16:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caffè in Sudamerica è un rito, in Italia un po&#8217; meno. Nel senso che in America Latina anche se sei in un bar scalcinato della periferia di Quito guai se il caffè lo consumi al bancone, non esiste, ti devi sedere, accomodarti attorno a un tavolino, centellinare le sorsate, ascoltare il tuo interlocutore, osservare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caffè in Sudamerica è un rito, in Italia un po&#8217; meno. Nel senso che in America Latina anche se sei in un bar scalcinato della periferia di Quito guai se il caffè lo consumi al bancone, non esiste, ti devi sedere, accomodarti attorno a un tavolino, centellinare le sorsate, ascoltare il tuo interlocutore, osservare la gente che passa, rfilettere sulla vacuità della vita e ideare progetti concreti. Da noi, anche se la qualità del caffè è ottima, la tazzina la consumiamo all&#8217;impiedi come se il ruscello scuro dovesse correre vertiginosamente per un&#8217;affrettata digestione. Così, attenendoci alla regola d&#8217;oro dusamericana, io e Christian ci siamo seduti davanti a un caffè in via dell&#8217;Agora a Latina. &#8220;Perchè non scrivi una sceneggiatura di una storia dura e cupa ma dove tra le pieghe si ride?, così mi divertirò a realizzare un cortometraggio?&#8221; ha cominciato. Dietro questa richiesta ho subito raccolto l&#8217;invito rimpallandogli la patata bollente. &#8220;E se ti scodellassi una storia già finita ma dove ti dovrai impegnare in un lungometraggio? Come la vedi?&#8221;. Perplessità? Zero. Lettura veloce (forse pure troppo) del romanzo da parte di Christian e immediata la voglia di mettersi subito in azione. Tyser, d&#8217;accordo, soprattutto per presentarlo ai nostri investitori, ma anche il trattamento è già pronto. Sì, avete intuito bene, ora passeremo l&#8217;estate 2019 a scrivere la sceneggiatura.</p>
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		<title>L&#8217;eterna lotta tra Bene e Male</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 16:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il primo bacio con la vita è magia, il secondo è intimo. Alla fine, il terzo diventa routine. E al quarto non sai più dove guardare per trovare emozioni nuove”. Villa Circeo, una città di provincia italiana, nata con la bonifica idraulica del fascismo, tra edifici razionalisti e aperta campagna, dove i laghi salmastri confinano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il primo bacio con la vita è magia, il secondo è intimo. Alla fine, il terzo diventa routine. E al quarto non sai più dove guardare per trovare emozioni nuove”.<br />
Villa Circeo, una città di provincia italiana, nata con la bonifica idraulica del fascismo, tra edifici razionalisti e aperta campagna, dove i laghi salmastri confinano col mare su una lingua di sabbia in una sorta di finis terrae. Una città italiana come tante ma stretta nella morsa del traffico illecito dei rifiuti tossici e dell’immigrazione clandestina che si fondono con la criminalità organizzata.<br />
Giornalista di nera, precario nella vita e nell’amore, Angelo Corelli indaga sulla morte per incaprettamento, apparentemente a sfondo sessuale, di Don Andrea, parroco omosessuale a capo di un comitato ambientalista che lotta contro gli strani traffici che coinvolgono la discarica cittadina e la dismessa centrale nucleare. Villa Circeo è stretta nella difficile convivenza dell’agricoltura con l’industria, tant’è che è vista con sospetto l’inaugurazione della nuova centrale a biomasse, che ricava energia dalle deiezioni animali, dai cereali e dagli scarti vegetali. Con l’omicidio irrisolto del parroco la vita compassata della provincia rivive l’orrore di 7 anni prima, quando fu ritrovato morto il figlio dell’assessore comunale Marangon, di cui mai è stato trovato il colpevole.<br />
Mentre fervono i preparativi per l’inaugurazione della centrale che convertirà in energia le biomasse, Corelli indaga anche sulla scomparsa di Lara Petrescu, stripper del night Iguana Blue, dove trovano posto le perversioni della cittadina. Nel night lavora al pole dancer un’amica di Corelli, la creola Aimèe, sua amante e confidente, che gli dà indicazioni sulla vita privata della rumena. Lara lavora per il serbocroato Momir Stojkovic, cecchino dal passato oscuro nella guerra dei Balcani che ha combattuto prima per i croati e poi per le truppe serbe di Arkan, ed è l’amante di Lorenzo Pagnossi, un ex calciatore col vizio delle donne e della cocaina, che ha trovato nella famiglia del patriarca Adalberto Morlacchi la sua gabbia dorata, avendo sposato la figlia Cinzia, ricchissima tenutaria. Lo slavo e l’ex calciatore sono in società nelle puntate del calcioscommesse e adocchiano nei loro traffici l’ingegnere Umberto Terenzi, il manager che gestisce la nuova centrale, che ha come amante l’affascinante Silvia.<br />
Il giornalista Corelli per distrarsi dai suoi conflitti interiori comincia a indagare sulla morte del parroco e sulla scomparsa di Lara, coinvolgendo anche la singolare truppa dei suoi amici, formata dal questore Marcelli, dall’oste Proietti, dal doc Ferretti, dall’avvocato Galimberti, dal cacciatore di frodo Franco Seminole e dall’agricoltore Stefano, possidente de La Fattoria dell’Utopia, un esperimento di una comune che vede personale disabile lavorare i campi e accudire le bestie: i temi della loro amicizia sono sempre i medesimi, le sorti calcistiche del Villa Circeo che milita in serie C, la buona tavola e a volte anche le donne. Ma quando gli omicidi e i misteri si accavallano capiscono che proprio lì, a Villa Circeo, va in scena l’eterna lotta tra Bene e Male.</p>
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		<title>Qualche premio in bacheca. E qualche recensione lusinghiera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2019 16:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il romanzo &#8216;Finis terrae&#8217; è stato pubblicato dalla casa editrice Oltre nel maggio 2016, nel tempo è arrivato secondo al Premio Giallo Indipendente della Fiera del Libro di Torino a maggio 2017 e si è aggiudicato il Premio Romiti sezione emergenti nel luglio 2017. Intanto, se volete, leggete questa splendida recensione di Felice Laudadio. https://www.sololibri.net/Finis-terrae-Gian-Luca-Campagna.html?fbclid=IwAR2dQAt987uvVnf3feWZvG5ftl42SE8lg_wXSHLU7dfuTvY8NF7IXSYN-ys...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il romanzo &#8216;Finis terrae&#8217; è stato pubblicato dalla casa editrice Oltre nel maggio 2016, nel tempo è arrivato secondo al Premio Giallo Indipendente della Fiera del Libro di Torino a maggio 2017 e si è aggiudicato il Premio Romiti sezione emergenti nel luglio 2017. </p>
<p>Intanto, se volete, leggete questa splendida recensione di Felice Laudadio. </p>
<p>https://www.sololibri.net/Finis-terrae-Gian-Luca-Campagna.html?fbclid=IwAR2dQAt987uvVnf3feWZvG5ftl42SE8lg_wXSHLU7dfuTvY8NF7IXSYN-ys</p>
<p>Ecomafia, prostituzione, mala politica, calcioscommesse: ce n’è per tutti i gusti a Villareale nel romanzo “Finis terrae”, noir mediterraneo di Gian Luca Campagna, edito a maggio 2016 da Oltre Edizioni di Sestri Levante (pp. 512, euro 19,00).<br />
L’autore è giornalista, oltre che copy nel mondo visionario della comunicazione pubblicitaria, ghost writer nel mondo iperbolico della politica e aspirante romanziere nella vita reale.</p>
<p>La sua professione si riflette nel personaggio di Fabrizio Corelli, cronista-detective di provincia. A trentanove anni, “sopravvive non vive”, socialmente incasinato, sentimentalmente disamorato, autorifugiato nelle delizie della tavola, ma pur sempre con la vocazione del giornalismo d’indagine. Attorno a lui si sviluppano le contorte vicende di questo giallo non metropolitano, in una cittadina e in territorio immaginari tanto simili a Latina e dintorni, dove il quarantaseienne Gian Luca Campagna vive, opera e scrive nella realtà.<br />
Cosa significa ecomafia a Villareale? Camion che passano dalla provinciale, come i ladri, di notte. Scaricano chissà dove e ripartono, ma lasciano puzza di monnezza. Da un po’, si è aggiunto un andirivieni di cassoni, carichi di ghiaia e segatura: impastandole alla calce si ottiene una mistura impermeabilizzante, anche se ovviamente non si scongiura che il percolato tossico vada a inquinare nelle falde acquifere.<br />
Cosa vuole dire prostituzione a Villareale? Aimée, tra l’altro, la mulatta martinicana, a tempo pieno statuaria stripper nel night Iguana Blue e a tempo perso lucciola nella mansarda etnica in periferia.<br />
Cos’è mala politica a Villareale (e non solo)? Inciuci, giochi, pastette, scambi di intese che non hanno come finalità il bene della collettività ma interessi personali o di gruppo. Annunci senza seguito di fatti. E se pure mutano gli attori sulle poltrone, il palcoscenico pubblico resta inalterato: una città avvitata su se stessa, avvilita dalle sue crisi cicliche, dalle promesse non mantenute.<br />
Come funziona il calcioscommesse a Villareale? La capolista Cremese perde in casa contro la terzultima in classifica: un risultato impensabile perfino alla playstation, realizzato grazie alla complicità dell’asse portante della squadra: portiere, libero, regista, centravanti. Soldi comodi in saccoccia per chi sa ed ha puntato sul 2.<br />
A Villareale fiorisce una realtà taroccata, una società più o meno delinquente, più o meno complice, più o meno impotente, con protagonisti e comparse che svolgono ruoli diversi nel mondo della prostituzione, in politica, nelle trame sotterranee per alterare i risultati calcistici e nel traffico e smaltimento clandestino dei rifiuti.<br />
Vivendo in bilico sul crinale dell’illecito, è facile scivolare verso il crimine. Una rumena è sparita da una settimana, Lara Petrescu, lap dancer nell’Iguana Blue. Sarà tornata a Timisoara? Sì, a fare la parrucchiera, per pochi soldi, con quello che guadagnava in una sola botta con gli extra!<br />
E poi c’è il delitto recente, che ha scosso tutti: il parroco trovato incaprettato in canonica, soffocato nel corso di una rapina, nella quale però non era stato rubato niente. Strano. Eppure gli inquirenti hanno fretta di chiudere tutto nel dimenticatoio, sospettando condotte inconfessabili del soggetto, per un certo vizietto! Corelli è certo che ci sia qualche collegamento con la militanza di don Andrea in un movimento ecologista contro la discarica tossica nel territorio.</p>
<p>Quante ne capitano a Villareale! Che ambientino!<br />
E mica è finita qui! In tempi precedenti c’è stato l’orrore di un bambino seviziato, in tempi successivi ci sarà la sparizione dell’ing. Terenzi, imprenditore senza scrupoli. La Mercedes è abbandonata sul lungomare, sportello aperto e nessun segno di violenza. Si parla di una centrale nucleare dismessa, del progetto di realizzarne una a biomasse, di compravendite di terreni che somigliano a torbide speculazioni, di materie plastiche ridotte in polvere, di fanghi radioattivi.<br />
“Finis terrae”, una terra alla fine del mondo, un luogo unico. Orribile ma attraente. Inferno, con qualche tratto di paradiso, tra “amara terra mia” e “terra bella e uguale non ce n’è”, come appare l’Agro Pontino in bianco e nero, tra lo squallore spettrale e la nitidezza abbagliante, nel film di Augusto Genina Cielo sulla palude, 1949, sulla vita di Maria Goretti, giunta nei primi del Novecento da Corinaldo, nelle Marche, con la sua famiglia che andava a bonificare l’area paludosa di Latina.<br />
Ecco, è un romanzo neorealista, come quella pellicola.</p>
<p>Finis terrae copertina del libroSCHEDA DEL LIBRO<br />
Titolo libro: Finis terrae<br />
Autore del libro:Gian Luca Campagna<br />
Genere: Gialli, Noir, Thriller<br />
Categoria: Narrativa Italiana<br />
Anno di pubblicazione: 2016</p>
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		<title>Tante maschere pirandelliane nella provincia noir</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 16:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Finis Terrae – un noir Mediterraneo” di Gian Luca Campagna è un romanzo realistico e viscerale, con una narrazione fluida e brillante, la descrizione psicologica dei personaggi è minimale ed incisa con l’accetta. Tutti, buoni e cattivi, sono avvolti da un’aurea di cinismo. Un cinismo che appare come una maschera per nascondere ferite troppo profonde,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Finis Terrae – un noir Mediterraneo” di Gian Luca Campagna è un romanzo realistico e viscerale, con una narrazione fluida e brillante, la descrizione psicologica dei personaggi è minimale ed incisa con l’accetta.  Tutti, buoni e cattivi, sono avvolti da un’aurea di cinismo. Un cinismo che appare come una maschera per nascondere ferite troppo profonde, orrori troppo laidi anche agli occhi di chi li ha commessi.<br />
Tante maschere e pochi volti, volendo parafrasare Pirandello, si agitano nelle pagine di “Finis Terrae” (ed. Oltre – pag 508 – € 19). Un romanzo, un noir che prende spunto da una storia vera, un raccapricciante fatto di cronaca che ancora non ha trovato soluzione; e, che molto probabilmente era ed è solo la minuscola punta dell’iceberg del degrado che affligge tutto un territorio.<br />
Il romanzo parte dall’uccisione di un parroco: “Non credeva possibile che non ci fosse nessun investigatore impegnato a scavare nella vita di un parroco di campagna che aveva sollevato forti interrogativi rispetto a una condotta spregiudicata di qualche industriale della zona. Ragioniamo, disse tra sé Corelli…” Un interrogativo, tante amare riflessioni, su cui – Angelo Corelli, giornalista con l’anima dello “sbirro” e voce narrante del romanzo, non intende arrendersi.<br />
Il romanzo di Gian Luca Campagna è crudo e coinvolgente dall’intricata trama e sostenuto da un solido intreccio; si alternano, nelle sue pagine ripugnanti confessioni e spavalde menzogne. Una ridda di personaggi il cui comun denominatore sembra essere una grande rumorosa ed affollata solitudine, una totale mancanza di umanità. Un posto dove c’è spazio per la complicità e il susseguirsi di tradimenti. Tutti sono impegnati in una corsa verso il peggio, verso il niente, un’oppressione ed una tensione che l’autore tempra e arricchisce con sprazzi di sardonica e brillante ironia.<br />
Queste sono constatazioni che possono essere valide per molti buoni romanzi, per molti “gialli”, per molti noir e allora cosa ha di diverso “Finis Terrae” di Gian Luca Campagna? Per noi lettori, da Roma in giù, quello che ci lascia con il fiato sospeso è il riconoscere l’habitat, la fauna politica, sociale di “Villareale”, la città immaginaria dove si srotola il romanzo.<br />
“Villareale” è Latina con i suoi fasci littori, con la sua storia, dove il ricordo della palude del Duce appare un tempo e uno spazio salubre e vivibile al confronto di come è stata ridotta e avvelenata dai suoi epigoni che pure hanno indossato costose, candide camicie. Per “Finis Terrae” ci piacerebbe la definizione docu-romanzo.<br />
D’altronde, l’autore non fa nessun sforzo, a parte dichiarare il pragmatico:” ogni riferimento a fatti, cose e persone realmente accaduti è puramente casuale”, per mitigare questa realtà, anzi, in alcune pagine la penna del cronista prende senza mezzi termini il sopravvento sulla narrazione dello scrittore riuscendo a regalarci qualche chicca di autentica cultura locale “S’immerse nelle pagine del tempo libero. Quel sabato all’Auditorium, per la rassegna teatrale, sarebbe andata in scena l’anteprima di una nuova produzione dell’ “Acta Teatro”, con la regia di Lucia Viglianti e Marina Tufo”.<br />
Il romanzo è un riuscito mixer di politica, sport, eros e malavita. Tanta malavita dove sono protagonisti senza soluzione di continuità il ladro di polli e le più alte istituzioni politiche, religiose ed economiche. E pagina dopo pagina, dopo quintali di “Pal Mall”, ed ettolitri di rum sembra davvero che “gli uomini producano male come miele” e guardano senza vedere la “Finis Terrae” la fine della terra, della loro terra.<br />
articolo di Cora Craus per esseredonna magazine</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="oEaXHemfEX"><p><a href="https://www.edesseredonna.it/attualita/finis-terrae-il-noir-mediterraneo-di-gian-luca-campagna/">“Finis Terrae – il noir Mediterraneo” di Gian Luca Campagna</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;“Finis Terrae – il noir Mediterraneo” di Gian Luca Campagna&#8221; &#8212; Essere Donna Magazine" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.edesseredonna.it/attualita/finis-terrae-il-noir-mediterraneo-di-gian-luca-campagna/embed/#?secret=oEaXHemfEX" data-secret="oEaXHemfEX" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>La vita è un cerchio tra gli eterni conflitti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 16:02:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A volte ci sono giorni che vanno ricordati. Sei davanti al mare e come insegnava Izzo, l’aedo del noir mediterraneo, ecco che l’idea di felicità diventa semplice. Certo, se poi sei nato e cresciuto anche accanto ai laghi sta a significare che il concetto di serenità si raddoppia. Hai davanti il moto perpetuo e continuo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A volte ci sono giorni che vanno ricordati. Sei davanti al mare e come insegnava Izzo, l’aedo del noir mediterraneo, ecco che l’idea di felicità diventa semplice. Certo, se poi sei nato e cresciuto anche accanto ai laghi sta a significare che il concetto di serenità si raddoppia. Hai davanti il moto perpetuo e continuo del mare e l’immobilità conciliante delle acque stagnanti delle pozze d’acqua. Chi è nato dalle parti di Latina, Sabaudia e San Felice Circeo è un privilegiato. Ha una natura ancora incontaminata da toccare con mani, con odori e sapori autentici, gelosi della propria indipendenza rispetto a cemento e ferro che dominano le moderne cerchie urbane e che riescono anche a influenzare i protagonisti delle sue strade. Il sale del mare è importante. Albert Camus diceva che le città s’approcciano dal mare, ti accolgono e ti cullano come fossero un dolce seno materno, aggiungo io. Latina non è così. Non s’è sviluppata sul mare, nel corso della sua breve storia lo ha calpestato, lo ha dileggiato e stuprato, mentre il Circeo tra parchi nazionali e robe da ricchi (tipo le ville sulla duna) ha preservato e in parte valorizzato il suo patrimonio. È da qui che nasce il conflitto, l’eterno contrasto. Eros e Tanatos. Amore e odio. È facile avere un rapporto conflittuale con Latina, la città che s’apre al mondo perché nasce sulle acque e che invece cerca di impaludarti con le sue spire alla sua terra immobile.<br />
Il romanzo ‘Finis terrae’ nasce da qui. Dai contrasti che sanno di eterno, quelli intrisi di classicità, ma che poi si sviluppano su architetture narrative così tanto care all’oggi, battendo i sentieri dell’eterno conflitto tra Bene e Male, ma dove la visione non resta manichea, vola oltre gli elementari concetti aristotelici del dualismo, si caratterizzano per il confronto e per la sintesi. Se fossimo autentici studiosi della filosofia, non esiteremmo un attimo a definirle hegeliane. Non è un caso che il titolo ‘Finis terrae’ rimanda a quella lunga lingua di terraferma abbandonata nelle acque, dove il mondo è rappresentato dalla punta estrema dopo il cammino con tutt’attorno la linea dell’orizzonte. Facile abbracciare la metafora che è necessario andare oltre le colonne d’Ercole per la ricerca ontologica. Ed è qui che si muovono i personaggi della storia: chi cerca l’assassino di un tremendo delitto irrisolto, chi l’amore della sua vita, chi se stesso (di nuovo la filosofia spicciola della vita). E chi forse ricerca, il lettore intendo, soltanto emozioni e un po’ d’evasione. Eccolo qua il noir (tinteggiato di mediterraneo): fotografare la realtà non smettendo di fare cronaca (chissà perché i noiristi sono quasi sempre giornalisti col pallino dell’inchiesta), e quindi trattare di temi scottanti e delicati che il ‘quotidiano’ non ti permette per i rischi del mestiere, così largo a orditi fantasiosi che hanno poco di fantasioso e molto di reale. Per poter sensibilizzare e risvegliare le coscienze o semplicemente per denunciare. Utile, vero e interessante, scriveva quell’autore che di lettori –per eccesso di modestia- asseriva di averne pochini.<br />
‘Finis terrae’ racconta di questi luoghi, racconta di delitti irrisolti di questa terra, racconta di sentimenti (quelle chiavi che sono dei grimaldelli eterni per sbrecciare nel cuore dei lettori). Ed è giusto così. Perché tutto parte da lì. Dal mare impetuoso e dalla calma irritante dei laghi. Dall’eterno conflitto.</p>
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		<title>Sololibri: &#8220;Un romanzo neorealista, orribile e attraente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 09:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione su Sololibri di Felice Laudadio. https://www.sololibri.net/Finis-terrae-Gian-Luca-Campagna.html Ecomafia, prostituzione, mala politica, calcioscommesse: ce n’è per tutti i gusti a Villareale nel romanzo “Finis terrae”, noir mediterraneo di Gian Luca Campagna, edito a maggio 2016 da Oltre Edizioni di Sestri Levante (pp. 512, euro 19,00). L’autore è giornalista, oltre che copy nel mondo visionario della comunicazione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione su Sololibri di Felice Laudadio. </p>
<p> https://www.sololibri.net/Finis-terrae-Gian-Luca-Campagna.html</p>
<p>Ecomafia, prostituzione, mala politica, calcioscommesse: ce n’è per tutti i gusti a Villareale nel romanzo “Finis terrae”, noir mediterraneo di Gian Luca Campagna, edito a maggio 2016 da Oltre Edizioni di Sestri Levante (pp. 512, euro 19,00).<br />
L’autore è giornalista, oltre che copy nel mondo visionario della comunicazione pubblicitaria, ghost writer nel mondo iperbolico della politica e aspirante romanziere nella vita reale.</p>
<p>La sua professione si riflette nel personaggio di Fabrizio Corelli, cronista-detective di provincia. A trentanove anni, “sopravvive non vive”, socialmente incasinato, sentimentalmente disamorato, autorifugiato nelle delizie della tavola, ma pur sempre con la vocazione del giornalismo d’indagine. Attorno a lui si sviluppano le contorte vicende di questo giallo non metropolitano, in una cittadina e in territorio immaginari tanto simili a Latina e dintorni, dove il quarantaseienne Gian Luca Campagna vive, opera e scrive nella realtà.<br />
Cosa significa ecomafia a Villareale? Camion che passano dalla provinciale, come i ladri, di notte. Scaricano chissà dove e ripartono, ma lasciano puzza di monnezza. Da un po’, si è aggiunto un andirivieni di cassoni, carichi di ghiaia e segatura: impastandole alla calce si ottiene una mistura impermeabilizzante, anche se ovviamente non si scongiura che il percolato tossico vada a inquinare nelle falde acquifere.<br />
Cosa vuole dire prostituzione a Villareale? Aimée, tra l’altro, la mulatta martinicana, a tempo pieno statuaria stripper nel night Iguana Blue e a tempo perso lucciola nella mansarda etnica in periferia.<br />
Cos’è mala politica a Villareale (e non solo)? Inciuci, giochi, pastette, scambi di intese che non hanno come finalità il bene della collettività ma interessi personali o di gruppo. Annunci senza seguito di fatti. E se pure mutano gli attori sulle poltrone, il palcoscenico pubblico resta inalterato: una città avvitata su se stessa, avvilita dalle sue crisi cicliche, dalle promesse non mantenute.<br />
Come funziona il calcioscommesse a Villareale? La capolista Cremese perde in casa contro la terzultima in classifica: un risultato impensabile perfino alla playstation, realizzato grazie alla complicità dell’asse portante della squadra: portiere, libero, regista, centravanti. Soldi comodi in saccoccia per chi sa ed ha puntato sul 2.<br />
A Villareale fiorisce una realtà taroccata, una società più o meno delinquente, più o meno complice, più o meno impotente, con protagonisti e comparse che svolgono ruoli diversi nel mondo della prostituzione, in politica, nelle trame sotterranee per alterare i risultati calcistici e nel traffico e smaltimento clandestino dei rifiuti.<br />
Vivendo in bilico sul crinale dell’illecito, è facile scivolare verso il crimine. Una rumena è sparita da una settimana, Lara Petrescu, lap dancer nell’Iguana Blue. Sarà tornata a Timisoara? Sì, a fare la parrucchiera, per pochi soldi, con quello che guadagnava in una sola botta con gli extra!<br />
E poi c’è il delitto recente, che ha scosso tutti: il parroco trovato incaprettato in canonica, soffocato nel corso di una rapina, nella quale però non era stato rubato niente. Strano. Eppure gli inquirenti hanno fretta di chiudere tutto nel dimenticatoio, sospettando condotte inconfessabili del soggetto, per un certo vizietto! Corelli è certo che ci sia qualche collegamento con la militanza di don Andrea in un movimento ecologista contro la discarica tossica nel territorio.</p>
<p>Quante ne capitano a Villareale! Che ambientino!<br />
E mica è finita qui! In tempi precedenti c’è stato l’orrore di un bambino seviziato, in tempi successivi ci sarà la sparizione dell’ing. Terenzi, imprenditore senza scrupoli. La Mercedes è abbandonata sul lungomare, sportello aperto e nessun segno di violenza. Si parla di una centrale nucleare dismessa, del progetto di realizzarne una a biomasse, di compravendite di terreni che somigliano a torbide speculazioni, di materie plastiche ridotte in polvere, di fanghi radioattivi.<br />
“Finis terrae”, una terra alla fine del mondo, un luogo unico. Orribile ma attraente. Inferno, con qualche tratto di paradiso, tra “amara terra mia” e “terra bella e uguale non ce n’è”, come appare l’Agro Pontino in bianco e nero, tra lo squallore spettrale e la nitidezza abbagliante, nel film di Augusto Genina Cielo sulla palude, 1949, sulla vita di Maria Goretti, giunta nei primi del Novecento da Corinaldo, nelle Marche, con la sua famiglia che andava a bonificare l’area paludosa di Latina.<br />
Ecco, è un romanzo neorealista, come quella pellicola.</p>
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		<title>Come ordinare il romanzo nel sito della Oltre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 17:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sì, c&#8217;è sempre la possibilità di ordinare un romanzo e di essere catapultati nell&#8217;altrove letterario immaginato dal suo autore. Ma è davvero immaginato? Se rimbalzate sul sito della casa editrice Oltre potrete clikare l&#8217;ordine. Un parroco che sapeva troppo trovato incaprettato nella canonica del suo borgo, un comitato ambientalista che scava nei segreti di una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, c&#8217;è sempre la possibilità di ordinare un romanzo e di essere catapultati nell&#8217;altrove letterario immaginato dal suo autore. Ma è davvero immaginato?<br />
Se rimbalzate sul sito della casa editrice Oltre potrete clikare l&#8217;ordine. </p>
<p>Un parroco che sapeva troppo trovato incaprettato nella canonica del suo borgo, un comitato ambientalista che scava nei segreti di una discarica e di una centrale nucleare dismessa, una ballerina di un night sparita nel nulla, una squadra di calcio che perde per pagarsi lo stipendio, un cronista indolente che non sa come impiegare il proprio tempo, un gruppo di imprenditori che avvia una centrale a biomasse per dare futuro a se stessi, un gruppo di amiche sull&#8217;orlo di una crisi isterica per i tradimenti dei mariti, una commessa di una boutique che aspetta ancora il principe azzurro, un ex calciatore col vizio della cocaina, un faccendiere serbocroato che tratta puttane, calciatori e scommettitori come se fosse ancora un cecchino durante l&#8217;assedio di Sarajevo. Amore e odio che si rincorrono a ritmi forsennati, scavalcandosi e sovrapponendosi. E sullo sfondo lo Scirocco che avvolge una città, sospesa tra mare, laghi paludosi e macchia mediterranea, in una sorta di Finis Terrae. </p>
<p>http://www.oltre.it/biblioteca/store/comersus_viewitem.asp?idproduct=3233</p>
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		<title>Intervista &#8216;Proust&#8230; in terra pontina&#8221;</title>
		<link>https://www.gianlucacampagna.eu/intervista-proust-in-terra-pontina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 09:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINIS TERRAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista di Cora Craus su www.esseredonna.it Proust… in terra pontina. Oggi, risponde… GIAN LUCA CAMPAGNA con il suo romanzo “Finis Terrae”, “Proust… in terra pontina”, è una rubrica di interviste a personaggi, legati, per nascita, lavoro, affetto alla nostra terra, e molto liberamente ispirata al questionario di Marcel Proust. Oggi, risponde… GIAN LUCA CAMPAGNA –...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu/intervista-proust-in-terra-pontina/">Intervista &#8216;Proust&#8230; in terra pontina&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu">GianLucaCampagna.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista di Cora Craus su www.esseredonna.it</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="hGtRsDOuBf"><p><a href="https://www.edesseredonna.it/attualita/proust-terra-pontina/">Proust… in terra pontina. Oggi, risponde… GIAN LUCA CAMPAGNA con il suo romanzo “Finis Terrae”,</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;Proust… in terra pontina. Oggi, risponde… GIAN LUCA CAMPAGNA con il suo romanzo “Finis Terrae”,&#8221; &#8212; Essere Donna Magazine" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.edesseredonna.it/attualita/proust-terra-pontina/embed/#?secret=hGtRsDOuBf" data-secret="hGtRsDOuBf" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>“Proust… in terra pontina”, è una rubrica di interviste a personaggi, legati, per nascita, lavoro, affetto alla nostra terra, e molto liberamente ispirata al questionario di Marcel Proust.<br />
Oggi, risponde… GIAN LUCA CAMPAGNA – giornalista, scrittore, è tra i primi in classifica con il suo romanzo “Finis Terrae”, ideatore-organizzatore di eventi culturali tra cui ricordiamo il festival “Giallo Latina”, attualmente è impegnato, come direttore artistico nell’evento letterario “Libridamare”.</p>
<p>Il tratto principale del suo carattere?<br />
La caparbietà e la solarità.<br />
Più tifoso o più sportivo?<br />
– Sportivo senza dubbio. Ma guardo le partite delle mie squadre del cuore (Latina e Roma) sempre con ardente passionalità: il calcio appartiene alla franchigia delle emozioni più istintive, è impossibile schermarle. Ho provato a iniettarmi bromuro quando sono sugli spalti, ma se devo stare allineato e coperto è bene che segga sulle poltroncine di un teatro.<br />
Il suo principale difetto?<br />
– Penso sempre quello che dico. E dico sempre quello che penso.<br />
Il suo principale pregio?<br />
 – Penso sempre quello che dico. E dico sempre quello che penso.<br />
Un difetto che non perdona?<br />
 – L’ipocrisia.<br />
Le colpe che le ispirano maggiore indulgenza?<br />
La fragilità emotiva.<br />
Quel che apprezza di più nei suoi amici?<br />
 – La lealtà.<br />
Stato attuale del suo animo?<br />
 – Scirocco andante.<br />
Può rivivere una grande storia epica, l’Odissea o l’Eneide?<br />
– L’Odissea, per tre motivi: sulla scaltrezza di un manipolatore della parola e dell’azione come Ulisse, archetipo del Pinocchio di Collodi, hai tutto da imparare; una guerra lunga dieci anni che nasce ufficialmente per la donna più bella del mondo credo sia un aspetto talmente romantico che ti si caria un molare appena ci pensi ma tocca le corde del cuore; e poi il mio cane boxer si chiama Argo, elemento di fedeltà assoluta, oltre l’immaginabile. E poi qui da noi c’è il profilo della Maga Circe…<br />
Per la serie “le interviste impossibili”, quale donna del passato vorrebbe intervistare?<br />
– Penelope. Ma come ha fatto a resistere dieci anni???!!!<br />
I suoi autori preferiti in prosa?<br />
– Manolo Montalbàn e Jean Claude Izzo, ci sono alcuni passi che leggo e rileggo. Ma sono fondamentalmente un onnivoro: divoro di tutto. Compresi i bugiardini delle medicine.<br />
I suoi poeti preferiti?<br />
– Sono troppo prosaico per capire la poesia.<br />
I suoi compositori preferiti?<br />
– Astor Piazzolla. Il suo tango scioglie anche il cuore degli assassini.<br />
I suoi pittori preferiti?<br />
– Tutti quelli che appartengono al surrealismo. La loro capacità espressività l’ho sempre ritenuta dirompente, tant’è che poi s’è allargata anche ad altre arti.</p>
<p>Il suo campione preferito?<br />
– Dorando Pietri, la rappresentazione della tenacia psicologica e muscolare in un fisico esile, sublimata in quella squalifica sfigatissima che gli tolse l’oro alle Olimpiadi di Londra. E poi Mwepu Ilunga, un calciatore dello Zaire ai Mondiali 74, sbeffeggiato per una punizione calciata al contrario, ma che solo a distanza di anni si seppe che quel gesto racchiudeva il dramma di quel Paese.<br />
Un tratto distintivo dei latinensi?<br />
– Sono portatori insani di un talento individualista esagerato. È una malattia contagiosa che crea purtroppo dipendenza.<br />
Un difetto di Latina?<br />
– Da bambino credevo che fosse il posto più affascinante del mondo, per la sua architettura monumentale razionalista, per il sole e il clima, per il mare, per i laghi palustri, per la Maga che domina, per il mosaico di genti così differenti, per il sentimento dell’accoglienza, per le belle donne. E lo è. Ma è rimasta una città inespressa. E questo mi ha sempre fatto incazzare.<br />
Un pregio della città?<br />
– Il meticciato ante litteram ben prima della globalizzazione, che però non ha mai usato a suo vantaggio. Anzi, ha creato tribù in una comunità storicamente chiusa più di un riccio aggredito da un branco di lupi.<br />
Una priorità culturale a Latina?<br />
– Il superamento dei limiti ideologici di chi professa di fare cultura, ancor prima del restyling degli spazi adatti per eseguirla e produrla.<br />
Un suggerimento al nuovo sindaco?<br />
– Di leggere il mio romanzo ‘Finis terrae’. Ne potrebbe rimanere sorpreso.<br />
Il calcio, quale futuro immagina per la squadra cittadina?<br />
– Il calcio è una delle poche cose che ancora fa sognare, nemmeno fosse un oppio di ottima fattura. Non lo svelo in quest’intervista, ma vi suggerisco di andarvi a leggere l’antologia del Giallo Mondadori ‘Giallo di rigore’ che sarà in edicola a luglio e agosto in tutt’Italia. Ogni autore doveva scrivere un racconto sulla sua squadra, ci sono anch’io: lì ho immaginato il futuro del Latina.<br />
Uno scrittore pontino da non perdere di vista?<br />
– Mauro Cascio. Quando frulla nel mixer filosofia, ironia, quotidianità, revanscismo, retropensiero, dietrologia, visioni da peyote diventa il numero uno al mondo.<br />
Un musicista pontino di cui tessere le lodi?<br />
 – Ho fischiettato per qualche giorno ‘Stay a Latina’ di Manuel Finotti. Io, che mi perdo nelle corde del blues del mondo.<br />
Un regista pontino che ammira?<br />
– Ne abbiamo molti. Un’intera generazione, direi. Nominarne solo uno è fare torto a tutti gli altri, che sono molto bravi, anche se Paolo Toselli ha metastasi tarantiniane.<br />
Un pittore pontino che tutti dovrebbero conoscere?<br />
– Antonio Taormina. Ha rivoluzionato il concetto di cultura, aprendo le sue opere alla comunità con il suo open free space. E poi nella sua produzione artistica non manca mai una traccia di pontinità. È inimitabile.<br />
Il titolo scandalo della biografia di Gianluca Campagna fino ad oggi?<br />
I libri che avrei voluto scrivere li ha già scritti tutti quel geniaccio di Bukowsky. Non mi resterebbe che raffigurare le sue (dis)avventure…</p>
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