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	<title>LAVITACOMEUNROMANZO &#8211; GianLucaCampagna.eu</title>
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	<description>Attività e libri di Gian Luca Campagna</description>
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	<title>LAVITACOMEUNROMANZO &#8211; GianLucaCampagna.eu</title>
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		<title>Ciao Charles Webb, scrittore ricco de &#8216;Il Laureato&#8217;, che visse in povertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 21:42:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è spento il 16 giugno Charles Webb, lo scrittore autore de &#8216;Il Laureato&#8217;, da cui è stata tratta una fortunatissima pellicola. Si spogliò delle sue ricchezze e visse una vita errabonda. Lo ammetto. perché l’ipocrisia non m’appartiene. Quando scrivo poi sono più me stesso che quando mi sbatto come social media manager (comunicatore fa...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Si è spento il 16 giugno Charles Webb, lo scrittore autore de &#8216;Il Laureato&#8217;, da cui è stata tratta una fortunatissima pellicola. Si spogliò delle sue ricchezze e visse una vita errabonda.</h4>
<p><span id="more-1199"></span></p>
<p>Lo ammetto. perché l’ipocrisia non m’appartiene. Quando scrivo poi sono più me stesso che quando mi sbatto come social media manager (comunicatore fa troppo provinciale) nel mondo delle imprese alla ricerca di un ingaggio. Così, dicevo, quando scaravento i miei personaggi e i miei slanci negli altrove letterari che creo nei miei romanzi sono veramente me stesso. Come dico, ho sognato una vita alla Bukowski poi però m’è toccata da vivere una vita alla José Cavalcanti, che non è nemmeno tra le peggiori. Così, leggo che se n’è pacificamente andato nel mondo dei più Charles Webb, l’autore noto per il romanzo ‘Il Laureato’ da cui è stato tratto un film fortunatissimo e dalla colonna sonora ancora più assai molto fortunatissima assai ancora. Beh, di Charles sapevo poco e nulla, sapevo molto di più di Bukowski e di Hunter Thompson (e di Cavalcanti, of course), e credo che si sia tolto un peso dal cuore quando ha reso i coglioni a Dio. Scrittore baciato ancor prima dalla vita agiata che dal successo, ha regalato e schifato ogni sua ricchezza, da quelle di famiglia a quelle dovute alla sua creatività letteraria. Ha avuto una sorta di crisi di rigetto della vita, pur continuando ad amarla lo stesso, ha avuto quel coraggio ardimentoso di cui difettiamo un po’ tutti, gli scrittori, intendo. Quelli che si dipingono un po’ melò e maledetti, un po’ introversi e difficili, molto irriducibili e personaggi quasi costruiti, alla fine poco se stessi e molto alla ricerca di un successo o di un assegno che ti permette di tirare avanti ancora un po’ e sperare nel grande colpo domani. E già, il domani. Sticazzi il domani, pensava e diceva Charles Webb, perché per vivere è necessario essere coerenti di pensare quello che si dice e dire quello che si pensa. Vabbeh, direte voi: è facile, sei ricco, ti spogli dei tuoi averi, hai avuto successo, segui le orme di San Francesco d’Assisi, tanto ormai il tuo nome è stato consegnato all’eternità per quel film osannato dal mondo. Beh, proprio no. Non è che Charles, nella sua furiosa inquietudine interiore, abbia pensato, detto e fatto di, eccheneso, affrontare il cammino di Santiago, battere la Patagonia, salpare per le Svalbard, ritirarsi alle Montserrat, sfanculare la socialità e rintanarsi in un buco di culo di montagna in Bhutan. No, ha trascinato con sé la sua compagna di sempre, ha procreato due figli, ha continuato a scrivere nella sua vita errabonda, ha sofferto la fame e la povertà ma ha sorriso della vita e della coerenza. E ha continuato a vivere nel modo come noi non abbiamo mai avuto il coraggio di fare: dire quello che pensiamo e pensare quello che diciamo. E, scusate, questo non è poco.</p>
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		<title>&#8220;Mi manca il pubblico&#8221;. Lamentela da calciatore? No, da scrittore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2020 11:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pubblico è il grande assente durante lo svolgimento degli eventi in calendario. Mancherà alle partite di calcio e agli incontri letterari, con qualche piccola differenza. &#8220;Mi manca il pubblico. La sua sofferenza, la sua gioia, mi manca fortemente la sua partecipazione emotiva&#8221;. No, state tranquilli non è un calciatore all&#8217;indomani della ripresa del campionato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Il pubblico è il grande assente durante lo svolgimento degli eventi in calendario. Mancherà alle partite di calcio e agli incontri letterari, con qualche piccola differenza.</h4>
<p><span id="more-1192"></span></p>
<p>&#8220;Mi manca il pubblico. La sua sofferenza, la sua gioia, mi manca fortemente la sua partecipazione emotiva&#8221;. No, state tranquilli non è un calciatore all&#8217;indomani della ripresa del campionato di serie A a esprimersi in questo modo, ma un qualsiasi scrittore che è costretto ancora oggi a fare a meno del suo pubblico. Certo, un conto è giocare contro un avversario che sta lì, un conto è parlare verso una fotocamera e blaterare a un pubblico di poche decine di persone in diretta streaming. Manca il contatto. Non fisico, che il calciatore ha, ma quello emotivo, che lo scrittore, già pervaso di suo dal senso d&#8217;inquietudine e dallo stato del desiderio possiede.</p>
<p>Ancora: il calciatore, seppure in assenza del coro dei &#8216;vaffanculo&#8217; o delle grida di trionfo per un gol realizzato, ha contezza di avere una telecamera che proietta le sue gesta al di là del terreno di gioco e che saranno gustate da un numero considerevole di pubblico, a differenza del pubblico di manzoniana memoria per gli scrittori.</p>
<p>Ecco, assisteremo in questo momento a una crisi identitaria degli autori letterari, disorientati dall&#8217;assenza di pubblico, costretti per far sopravvivere le proprie opere e per sopravvivere alla propria vanità ad accettare compromessi con le dirette streaming. Un consiglio: prendiamo queste dirette come allenamenti per quando avremo folle oceaniche da arringare sulla bontà dell&#8217;architettura narrativa delle nostre opere. Magari lì saremo capaci di fare un gol.</p>
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		<title>Funerale, in quindici uomini sulla cassa del morto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 05:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sì all’estremo saluto ma non più di quindici invitati per un funerale. Se la vita fosse una farsa brinderemmo col rum. Se la vita è una farsa è giusto brindare nel momento dell’addio sulla bara con rum, magari come se fosse una festa in maschera. Eh, fino a qualche giorno fa non credevo fosse un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Sì all’estremo saluto ma non più di quindici invitati per un funerale. Se la vita fosse una farsa brinderemmo col rum.</h1>
<p><span id="more-1148"></span></p>
<p>Se la vita è una farsa è giusto brindare nel momento dell’addio sulla bara con rum, magari come se fosse una festa in maschera. Eh, fino a qualche giorno fa non credevo fosse un onore. Una volta era bello essere invitato a una festa di compleanno, a un anniversario (non a un matrimonio, perché poi ti devi sorbire anche il divorzio), ora il desiderio di molti è quello di ricevere l’invito a un funerale. Perché è diventato un saluto per pochi intimi. E sì, perché nel nuovo decreto ministeriale al tempo del coronavirus devi ritenerti fortunato se fai parte dei quindici invitati.</p>
<p>Per chi ama il rugby sa che è il numero perfetto per un’azione corale, per chi è nostalgico il nastro della memoria si riavvolge per l’enciclopedia per ragazzi <em>I Quindici</em>, invece per chi ama la letteratura il quindici richiama il canto dei marinai de <strong>L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson</strong>, facendo venire il sospetto che il premier Conte sia un estimatore dei distillati della Demerara &amp; co.</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: center;"><strong>«Quindici</strong> <strong>uomini sulla</strong> <strong>cassa</strong> <strong>del morto</strong>, yo-ho-ho, e una bottiglia di rum per conforto!»</h2>
</blockquote>
<p>A parte le divagazioni di distillerie pregiate e di citazioni letterarie, ho saputo di un amico che ha sbagliato funerale, poiché ha avuto difficoltà a riconoscere gli astanti per quanto erano bardati con mascherine e guanti, credeva di stare a una festa macabra, anzi sembrava di stare a una messa nera m’ha confidato. A un altro funerale mi hanno raccontato che erano in quindici ma mancava la bara, non era arrivata dall’ospedale, la Morgue era in quarantena quindi nessuno è riuscito a trasportare il caro estinto.</p>
<p>Ecco, affrettatevi, nel testamento segnate anche i magnifici quindici che potranno bere alla vostra salute sulla vostra bara. Mi raccomando, al mio, anche se non siete invitati, brindate con una bottiglia di <strong>Black Tot 40 Year Old. </strong></p>
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		<title>Dal 4 maggio finalmente le prostitute al lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 14:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finisce il lockdown per molte attività professionali lunedì 4 maggio. Le prostitute torneranno a esercitare la loro attività, agevolate dalla nuova autocertificazione, festeggiando così il primo maggio, festa dei lavoratori. Mi chiama un’amica. È felice. Oggi è primo maggio ma festeggerà la festa dei lavoratori da lunedì 4. Perché tornerà a lavorare. Cioè, è felice...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Finisce il lockdown per molte attività professionali lunedì 4 maggio. Le prostitute torneranno a esercitare la loro attività, agevolate dalla nuova autocertificazione, festeggiando così il primo maggio, festa dei lavoratori.</h1>
<p><span id="more-1145"></span></p>
<p>Mi chiama un’amica. È felice. Oggi è primo maggio ma festeggerà la festa dei lavoratori da lunedì 4. Perché tornerà a lavorare. Cioè, è felice di rivedere tanti amici, che significa allo stesso tempo tornare. a lavorare. Eh sì, perché Monica nella vita <em>fa la vita</em>, cioè la prostituta. Con questa storia del coronavirus gli affari sono andati a picco, mi confida. Le ho chiesto come ha fatto ora con la storia del distanziamento sociale, mi risponde che una contrazione degli affari di queste proporzioni non si registrava dai tempi dell’Aids.</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: center;">“Tornerò finalmente a fare come tradizione comanda, con la storia del distanziamento sociale qualche cliente mi ha chiamato, anche di nascosto dalle mogli, si chiudevano in bagno, ci connettevamo con la webcam, ma vuoi mettere toccarsi e guardarsi negli occhi?” sbotta.</h2>
</blockquote>
<p>Eh, d’accordo, però le precauzioni devono andare un po’ oltre i classici profilattici, mi raccomando. Gel igienizzante, mascherine, guanti, sciorino quelle cose lì che ormai fanno parte della nostra armatura quotidiana. “Senti, bello: <strong>gel, mascherine e guanti</strong> li utilizzavo già prima. Noi prostitute siamo precorritrici di mode e tendenze” ridacchia. Eh già, lo supponevo. Magari, si traveste da mistress o da cat woman o, chissà, seguendo i gusti del momento, da Tokyo. Penso che Monica sarà felice perché i suoi clienti potranno tornare a trovarla senza incappare negli strali della burocrazia, sarà sufficiente scarabocchiare l’autocertificazione che lei è un’amica particolare, o una fidanzata, o un’amante. O una psicologa. Sì, ammette raggiante, lei è felice perché potrà finalmente tornare a lavorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="0itWB5VrWo"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/dal-4-maggio-gli-italiani-andranno-di-corsa-ma-non-le-imprese/">Dal 4 maggio gli italiani andranno di corsa. Ma non le imprese</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;Dal 4 maggio gli italiani andranno di corsa. Ma non le imprese&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/dal-4-maggio-gli-italiani-andranno-di-corsa-ma-non-le-imprese/embed/#?secret=0itWB5VrWo" data-secret="0itWB5VrWo" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Dal 4 maggio gli italiani andranno di corsa. Ma non le imprese</title>
		<link>https://www.gianlucacampagna.eu/dal-4-maggio-gli-italiani-andranno-di-corsa-ma-non-le-imprese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 21:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un popolo che andrà di corsa, con tuta e scarpe da ginnastica, con l&#8217;autocertificazione per attività motoria a qualsiasi ora. Mentre le imprese segneranno il passo. DI CORSA, TUTTI BERSAGLIERI &#8211; Dal 4 maggio diventeremo un popolo di sportivi. Vedrete, al tempo del Covid-19 ci sarà il boom di vendita di scarpe da ginnastica e...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Un popolo che andrà di corsa, con tuta e scarpe da ginnastica, con l&#8217;autocertificazione per attività motoria a qualsiasi ora. Mentre le imprese segneranno il passo.</h1>
<p><span id="more-1123"></span></p>
<p><strong>DI CORSA, TUTTI BERSAGLIERI</strong> &#8211; Dal 4 maggio diventeremo un popolo di sportivi. Vedrete, al tempo del Covid-19 ci sarà il boom di vendita di scarpe da ginnastica e tute, perché sarà l’unico modo per evadere veramente. Questo emerge dall’ultima conferenza stampa del premier Conte in vista dell’allentamento delle restrizioni. Non ci credete? Vedrete l’abbigliamento degli italiani da lunedì 4 maggio. La libertà sarà costituita da una simulazione di passeggiata a piè sospinto. E così non c’è multa che tenga e sarà una validissima autocertificazione per dirigerci dove si vorrà. E sarà l’unico motivo valido per circolare in notturna quando le attività commerciali e professionali saranno chiuse e quando non si ha la ‘scusa’ di andare a trovare i familiari stretti. Diventeremo un popolo di bersaglieri.</p>
<p><strong>A CENA A CASA</strong> &#8211; Quindi, libertà riacquisita ma la voragine dei fallimenti delle imprese potrebbe divenire una realtà con il lockdown che resta valido per molte attività, che dovranno reinventarsi e competere non solo col mercato ma con le famiglie, perché ad esempio ristoranti e bar avranno come vero competitor -oltre che la naturale diffidenza tra esseri umani- il desco familiare. Una condanna a morte quasi annunciata.</p>
<p><strong>PARENTI NON SERPENTI</strong> &#8211; Fa sorridere anche la magnanimità di permettere l’incontro tra parenti, ma solo quelli stretti (genitori, sorelle, fratelli, nonni, quindi zii e nipoti no…), ma è vietato consentire riunioni di famiglia, quindi niente grigliate, please: sono vietate. La bellezza è che in questo particolare momento si ritroverà il senso di famiglia attorno alle tagliatelle di nonna, ma dal Garigliano in giù gli assembramenti familiari dovranno attenersi agli 80 elementi… E vedrete che multe salate per quelle riunioni di famiglia in campagna, quando piomberanno gazzelle e pantere a sirene spiegate come fosse un blitz anticamorra.</p>
<p><strong>IL LUNGO ADDIO</strong> &#8211; Sì ai funerali, ma non più di 15 persone e invito limitato ai parenti stretti. Quindi, oltre che il cordoglio per la perdita di un caro ci saranno litigi ferocissimi perché l’estremo addio non potrà essere dato da tutti, ma saranno solo pochi eletti chiamati a lanciare l’ultimo saluto. Bene, i matrimoni rimandati, così i divorzi saranno procrastinati di qualche anno.</p>
<p><strong>LABBRA DA SBALLO</strong> &#8211; C’è già però chi guarda oltre, seppure gli stabilimenti sono rimasti fuori da questo decreto ministeriale. La moda dell’estate sarà il costume trikini, cioè il bikini con la mascherina pendant con i due pezzi, anche se la vera trasgressione in spiaggia non sarà costituita dalle tette siliconate al vento ma dalle labbra carnose che torneranno ad essere la portavoce della sensualità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="a81ZX4pXUr"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/25-aprile-e-4-maggio-festa-della-liberazione-a-mezzasta/">25 aprile e 4 maggio, Festa della Liberazione a mezz&#8217;asta</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;25 aprile e 4 maggio, Festa della Liberazione a mezz&#8217;asta&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/25-aprile-e-4-maggio-festa-della-liberazione-a-mezzasta/embed/#?secret=a81ZX4pXUr" data-secret="a81ZX4pXUr" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu/dal-4-maggio-gli-italiani-andranno-di-corsa-ma-non-le-imprese/">Dal 4 maggio gli italiani andranno di corsa. Ma non le imprese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu">GianLucaCampagna.eu</a>.</p>
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		<title>25 aprile e 4 maggio, Festa della Liberazione a mezz&#8217;asta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 22:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cara Italia, non c&#8217;è nulla da festeggiare né il 25 aprile né il 4 maggio. Sarà una finta Liberazione. Arriveranno tasse e fallimenti. E i nuovi poveri. Dicono che sia la Festa della Liberazione. Oggi è 25 aprile. L’Italia fa festa. Anche se poi la vera Festa della Liberazione diventerà il 4 maggio. Come gli...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu/25-aprile-e-4-maggio-festa-della-liberazione-a-mezzasta/">25 aprile e 4 maggio, Festa della Liberazione a mezz&#8217;asta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu">GianLucaCampagna.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cara Italia, non c&#8217;è nulla da festeggiare né il 25 aprile né il 4 maggio. Sarà una finta Liberazione. Arriveranno tasse e fallimenti. E i nuovi poveri. <span id="more-1119"></span></h1>
<p>Dicono che sia la Festa della Liberazione. Oggi è 25 aprile. L’Italia fa festa. Anche se poi la vera Festa della Liberazione diventerà il 4 maggio. Come gli americani e gli algerini festeggeremo l’indipendenza il 4 (loro a luglio). Però credo che il 4 maggio continuerà la nostra fine. Basta qualche piccolo ragionamento e magari ci ritroveremo ad analizzarlo qui il 25 aprile (o il 4 maggio) del 2021.</p>
<p><strong>LA BOCCA DI FUOCO &#8211;</strong> La famosa bocca di fuoco messa su dal Consiglio dei ministri per aiutare la ripresa economica degli italiani in realtà allungherà la nostra agonia, perché per accedere ai finanziamenti per dare ossigeno alle imprese è possibile solo a quelle aziende che non hanno pendenze arretrate, che equivale a firmare la condanna a morte delle imprese sofferenti, che non solo non hanno lavorato per la chiusura imposta per le note restrizioni da Covid-19 (e manco vale il refrain danno emergente lucro cessante. Con chi te la prendi? Che fai, come il governatore del Missouri, che ha denunciato la Cina?!) e quindi non hanno guadagnato, ma non hanno nemmeno la possibilità di riprendersi e guardare al futuro. Non ci credete? Pensate a quelle attività che saranno costrette per accogliere il pubblico a sanificare e igienizzare quotidianamente, ristrutturare e rivoluzionare l’interno del locale, la filosofia e l’azione dell’impresa. Con quali soldi? Come fare fronte alle nuove spese? Rompendo il proprio salvadanaio? Accedendo al credito? Fatevi un giro e ponete domande, sentirete che risposte. Chissà quanto saranno affollate le sezioni fallimentari dei tribunali appena terminata la stagione estiva, con le tasse che pioveranno da parte dello Stato. E immaginate già ora che speculazione sarà in atto da parte di chi ha soldi e invece lo stato di chi non ne ha. E usiamo anche un po’ di fantasia su come potrà sguazzare in momenti d’incertezza e buio economici la criminalità organizzata rilevando, sostituendosi e ricattando. Sarà un flagello.</p>
<p><strong>DIVARIO RICCHI E POVERI &#8211;</strong> Questo che significa? Significa che il divario tra ricchi e poveri sarà sempre maggiore, anche perché ci sarà l’ondata dei nuovi poveri. Assisteremo a città che verranno completamente ripensate sul modello sudamericano: villas miserias da una parte e barrios cerrados dall’altra. E credo che non ci sia necessità nemmeno della traduzione.</p>
<p>Vedrete che tra 1 anno i partiti oggi all’opposizione godranno di grande sostegno da parte degli italiani, per la politica miope di questo Governo. E in questo caos non mi stupirebbe la nascita di qualche falso profeta come ci insegnano i romanzi distopici, perché quando si è disperati si crede davvero a tutto, anche alle farneticazioni. E vedrete che a breve qualche Ufficio Affari Riservati salterà fuori nel Paese di Gladio, della Propaganda2, delle strategie della tensione, dei depistaggi, dei segreti di Stato mai svelati, dei favori fatti allo Stato parallelo e tutte le altre storture da democrazia occidentale quale siamo.</p>
<p><strong>PROFEZIE DA CASSANDRA &#8211;</strong> La frase niente sarà più come prima è quanto mai veritiera, i 60enni avranno un raggio d’azione limitato, ci sarà il coprifuoco alle 23 come se vivessimo sotto junta militar, accanto al distanziamento sociale esploderà la diffidenza sociale, la gente sarà costretta a uscire di meno da casa, consumerà e spenderà meno nelle attività tradizionali, acquisterà via internet, vivremo in città modello alveare. E, chissà, la Germania potrà comprare i nostri titoli…</p>
<p>Sparo visioni come la Cassandra di turno? Me lo auguro, i corsi vichiani ci insegnano anche che le rinascite appartengono allo spirito indomito dell’uomo. Però, oggi assistiamo alla scienza inesatta dei virologi che presi da onanismo televisivo ossessivo gareggiano per essere invitati a format e rotocalchi per diffondere verbo e verità soggettive, basta che contrastino con le teorie di un altro scienziato. Ecco, magari, è il caso di tornare oggettivi e guardare la realtà per quello che è e per quello che sarà. E chissà ripartire da noi stessi e dagli uomini di buona volontà che vorrebbero scrivere nuove pagine per un Paese e un mondo migliori. Poi, forse, potremo anche festeggiare la Giornata della Liberazione. Però ancora non saprei di quale anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="DViDtBKPoq"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/il-viandante-sul-mare-di-nebbia-leterna-sfida-delluomo-alla-natura/">Il Viandante sul mare di nebbia, l&#8217;eterna sfida dell’uomo alla natura</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;Il Viandante sul mare di nebbia, l&#8217;eterna sfida dell’uomo alla natura&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/il-viandante-sul-mare-di-nebbia-leterna-sfida-delluomo-alla-natura/embed/#?secret=DViDtBKPoq" data-secret="DViDtBKPoq" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Il Viandante sul mare di nebbia, l&#8217;eterna sfida dell’uomo alla natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 05:23:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dipinto di Friedrich, icona del Romanticismo, rappresenta l’uomo ai tempi del Covid-19: solo e isolato, è costretto ad accettare il duello con la natura. SOLITUDINE E ISOLAMENTO DELL&#8217;UOMO &#8211; C’è un dipinto che più di tutti gli altri in questo momento ci rappresenta. Raffigura l’uomo e la sua eterna sfida alla natura. Il Viandante...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il dipinto di Friedrich, icona del Romanticismo, rappresenta l’uomo ai tempi del Covid-19: solo e isolato, è costretto ad accettare il duello con la natura.</h1>
<p><span id="more-1114"></span></p>
<p><strong>SOLITUDINE E ISOLAMENTO DELL&#8217;UOMO &#8211;</strong> C’è un dipinto che più di tutti gli altri in questo momento ci rappresenta. Raffigura l’uomo e la sua eterna sfida alla natura. <strong>Il Viandante sul mare di nebbia</strong>, dipinto nel 1818 dal pittore di Dresda<strong> Caspar David Friedrich,</strong> appartiene alla corrente romantica tedesca, che si differenzia dagli altri movimenti artistici francesi e inglesi perché lo stile si rivela più introspettivo e meditativo<strong>, fotografando l’uomo nella sua solitudine e nel suo isolamento, pronto ad accettare il duello con la natura</strong>. Friedrich raccontava una grande verità: “L’arte non è rappresentare fedelmente la natura, ma le emozioni che suscita nell’uomo”. I suoi paesaggi sono mistici e inquietanti, fortemente evocativi.</p>
<p>Il significato della sua opera più famosa richiama anche il concetto <strong>wanderlust, che letteralmente significa il desiderio (lust) del vagare (wander), </strong>cioè la descrizione dell’uomo che non riesce a stare troppo nello stesso luogo, perché la sua sete di conoscere luoghi nuovi e inesplorati è troppo forte.</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: center;">“Racchiude la contemplazione dell’infinito, la consapevolezza di essere nudi di fronte alla maestosità della natura, l’eterna sfida verso l’ignoto. Ecco, io sono posseduto da quella che i tedeschi chiamano <em>wanderlust,</em> l’impossibilità di stare fermi da una parte e attendere che gli eventi scorrano. No, agli eventi si va incontro” (José Cavalcanti).</h2>
</blockquote>
<p>Non è un caso che <em>Il Viandante sul mare di nebbia</em> sia citato in alcuni romanzi. Questo ne è un esempio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; Ho fatto una promessa a un sacerdote…</p>
<p>&#8211; Tu?!</p>
<p>&#8211; Sì, io.</p>
<p>&#8211; Stento a crederlo, va avanti.</p>
<p>&#8211; Mi hanno affidato due ragazzi africani minorenni. E devo farli ricongiungere con i genitori a Roma. Stop.</p>
<p>&#8211; E dove sei adesso?</p>
<p>&#8211; A Ceuta.</p>
<p>&#8211; Cioè dove hai concluso il precedente incarico?</p>
<p>&#8211; Esatto.</p>
<p>&#8211; E come credi di portarli a Roma?</p>
<p>&#8211; Sul sidecar, suppongo.</p>
<p>&#8211; Starai scherzando, spero. Tra poco scoppierà un casino in Europa…</p>
<p>&#8211; Cholito, hai presente il dipinto <em>Viandante sul mare di nebbia</em>?</p>
<p>&#8211; Non amo l’arte.</p>
<p>&#8211; È opera del pittore tedesco Caspar David Friedrich.</p>
<p>&#8211; Odio i tedeschi. Ci hanno rubato i Mondiali di calcio del 1990 e del 2014.</p>
<p>&#8211; Dissotterra l’ascia di guerra, sto parlando di pittura.</p>
<p>&#8211; Non m’incanti, José.</p>
<p>&#8211; È quella tela dove in primo piano c’è un uomo sul ciglio di un burrone, fissa un orizzonte avvolto dalla foschia, lui è concentrato a osservare quel panorama perché non si scorge dal paesaggio nessun segno di ospitalità…</p>
<p>&#8211; Cosa stai cercando di dirmi, <em>jefe</em>?</p>
<p>&#8211; Quell’opera rappresenta un’icona del Romanticismo, racchiude la contemplazione dell’infinito, la consapevolezza di essere nudi di fronte alla maestosità della natura, l’eterna sfida verso l’ignoto. Ecco, io sono posseduto da quella che i tedeschi chiamano <em>wanderlust,</em> l’impossibilità di stare fermi da una parte e attendere che gli eventi scorrano. No, agli eventi si va incontro.</p>
<p>&#8211; José, hai finito di recitare? Non sono una donna da sedurre.</p>
<p>&#8211; E io che spreco il mio sapere con te…</p>
<p>&#8211; È una missione suicida, ti rendi conto?</p>
<p>&#8211; È proprio il richiamo dell’incertezza a spingermi ad accompagnare questi due ragazzini fino a Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HhU3cuv3t2"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/giornata-mondiale-del-libro-celebrate-il-romanzo-scusa-ideale-per-uscire-ed-evadere/">Giornata mondiale del libro: celebrate il romanzo, scusa ideale per uscire ed evadere</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;Giornata mondiale del libro: celebrate il romanzo, scusa ideale per uscire ed evadere&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/giornata-mondiale-del-libro-celebrate-il-romanzo-scusa-ideale-per-uscire-ed-evadere/embed/#?secret=HhU3cuv3t2" data-secret="HhU3cuv3t2" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Giornata mondiale del libro: celebrate il romanzo, scusa ideale per uscire ed evadere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 13:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
		<category><![CDATA[MARE NOSTRUM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è 23 aprile, Giornata mondiale del libro, vestitevi eleganti, fatevi belli, uscite, andate in libreria e regalatevi un libro per evadere dal confinamento sociale. Giornata mondiale del libro. Approfittiamone per evadere dal confinamento in cui siamo relegati, frizionatevi i capelli, truccatevi, indossate il vostro miglior vestito, fatevi belli, uscite e invece che andare solo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Oggi è 23 aprile, Giornata mondiale del libro, vestitevi eleganti, fatevi belli, uscite, andate in libreria e regalatevi un libro per evadere dal confinamento sociale.</h1>
<p><span id="more-1109"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Giornata mondiale del libro. Approfittiamone per evadere dal confinamento in cui siamo relegati, frizionatevi i capelli, truccatevi, indossate il vostro miglior vestito, fatevi belli, uscite e invece che andare solo al supermercato per acquistare derrate per la sopravvivenza, <strong>acquistate anche cibo per l’anima e la mente: comprate un bel romanzo.</strong> Anche perché domani dovrete vivere, più determinati di prima, dovrete soprattutto continuare a sognare e a immaginarvi traguardi impossibili da raggiungere per poi invece agguantarli. Leggete, cazzo, così non vi si atrofizza il cervello, gli altri non decideranno per voi e contribuirete a rendere il microcosmo dove vivete migliore in nome di un mondo migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">SAN JORDI A BARCELLONA &#8211; Se fossimo a Barcellona avremmo anche celebrato, perché è anche San Jordi, il santo che affrontò il drago e lo sconfisse. <strong>Insomma, il nostro San Giorgio</strong>. E nel tempo in cui il drago è il Covid-19 e il guerriero che combatte la crociata si può equiparare a medici e infermieri il popolo è confinato a casa. Magari a leggere. A Barcellona, come ci insegna la storia di quella città, dove anche l’ordinario si trasforma in straordinario e dove esiste l’idea di osare, il 23 aprile è una giornata in cui si celebra il santo e il libro, dove nelle coloratissime ramblas gli uomini regalano alle donne una rosa rossa e di riflesso loro un buon libro. In nome dell’amore.</p>
<figure id="attachment_1112" aria-describedby="caption-attachment-1112" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1112" src="https://www.gianlucacampagna.eu/wp-content/uploads/2020/04/Paolo-Uccello-San-Giorgio-e-il-drago-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" srcset="https://www.gianlucacampagna.eu/wp-content/uploads/2020/04/Paolo-Uccello-San-Giorgio-e-il-drago-300x230.jpg 300w, https://www.gianlucacampagna.eu/wp-content/uploads/2020/04/Paolo-Uccello-San-Giorgio-e-il-drago-1024x784.jpg 1024w, https://www.gianlucacampagna.eu/wp-content/uploads/2020/04/Paolo-Uccello-San-Giorgio-e-il-drago-768x588.jpg 768w, https://www.gianlucacampagna.eu/wp-content/uploads/2020/04/Paolo-Uccello-San-Giorgio-e-il-drago-1536x1175.jpg 1536w, https://www.gianlucacampagna.eu/wp-content/uploads/2020/04/Paolo-Uccello-San-Giorgio-e-il-drago.jpg 1700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1112" class="wp-caption-text">San Giorgio uccide il drago, Paolo Uccello</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un libro e una rosa</strong>. Così è conosciuta dai più la festa catalana di <strong>Sant Jordi</strong>, patrono della Catalogna, nonché <em>dia del llibre</em> da molto prima che l’Unesco dichiarasse il 23 aprile <strong>Giornata mondiale del libro e del diritto</strong> d’autore. E la rosa? La rosa non viene solo regalata da qualche libraio intraprendente per l’acquisto di un libro. La rosa è il fiore che secondo la leggenda, che qui in Catalogna nessun bambino può non sapere, nasce dal sangue sgorgato dal corpo senza vita del drago, quando il cavaliere Jordi salvò la bella principessa e con lei il paese di Montblanc, nella provincia di Tarragona. <strong>All’origine dell’usanza di regalare una rosa</strong> potrebbe esserci anche la Fira dels Enamorats, che si teneva a Barcellona nel XV secolo.</p>
<p><strong>https://www.illibraio.it/sant-jordi-festa-libri-rose-526102/</strong></p>
<p>Comunque, ogni città ha il suo San Giorgio e il suo drago, anche perchè pare che l&#8217;origine del duello si svolse a Selem, in Libia, ma questa è un&#8217;altra affascinante storia che racconteremo in un&#8217;altra occasione.</p>
<h2>Prendete cura di voi, andate in libreria. Lo potete fare, fa parte dei vostri diritti, sono attività commerciali aperte, e scegliete tra questi 10 libri.</h2>
<p style="text-align: justify;">CONSIGLI PER GLI ACQUISTI &#8211; Ecco, al tempo del coronavirus, hanno riaperto le librerie nel piano strategico scaglionato dal governo centrale. Allora, approfittiamone, torniamo al contatto umano e coltiviamo rapporti e relazioni, per una volta non acquistate sul web e scegliete la libreria fisica, evadete da casa, ne avete la ghiotta opportunità, fate vostro il concetto di disobbedienza civile e dirigetevi a passo sicuro in un ritrovo unico, <strong>in quella dimensione che ci catapulta in un altrove dove coltivare i sogni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E ora permettete di consigliarvi qualche libro, da reperire a uso e consumo di un’evasione che è diventata fondamentale in un momento di confinamento come questo. Allora, allacciate le cinture, e prendete nota prima di cominciare a viaggiare:</p>
<ul>
<li><strong>Lo straniero &#8211; Albert Camus</strong></li>
<li><strong>Tatuaggio &#8211; Manuel Vazquez Montalbàn</strong></li>
<li><strong>Il vecchio che leggeva romanzi d’amore &#8211; Luis Sepùlveda</strong></li>
<li><strong>Fùtbol &#8211; Osvaldo Soriano</strong></li>
<li><strong>Notti e nebbie &#8211; Carlo Castellaneta</strong></li>
<li><strong>Casino totale &#8211; Jean Claude Izzo</strong></li>
<li><strong>Ascensore per il patibolo &#8211; Noel Calef</strong></li>
<li><strong>Miserie e splendori del mondo del calcio &#8211; Eduardo Galeano</strong></li>
<li><strong>Arrivederci amore ciao &#8211; Massimo Carlotto</strong></li>
<li><strong>L’estate del mirto selvatico &#8211; Gian Luca Campagna</strong> (e vabbè, cazzo, un po’ di promozione personale non guasta).</li>
</ul>
<p>Buona lettura. E buona evasione (prima e dopo aver acquistato il libro).</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="aG8bNiZfd1"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/tapenade-il-sapore-della-mediterraneita-tra-cibo-e-narrativa/">Tapenade, il sapore della mediterraneità tra cibo e narrativa</a></p></blockquote>
<p><iframe title="&#8220;Tapenade, il sapore della mediterraneità tra cibo e narrativa&#8221; &#8212; GianLucaCampagna.eu" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" style="position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);" src="https://www.gianlucacampagna.eu/tapenade-il-sapore-della-mediterraneita-tra-cibo-e-narrativa/embed/#?secret=aG8bNiZfd1" data-secret="aG8bNiZfd1" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu/giornata-mondiale-del-libro-celebrate-il-romanzo-scusa-ideale-per-uscire-ed-evadere/">Giornata mondiale del libro: celebrate il romanzo, scusa ideale per uscire ed evadere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu">GianLucaCampagna.eu</a>.</p>
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		<item>
		<title>I consigli della nonna più credibili delle previsioni dei virologistar</title>
		<link>https://www.gianlucacampagna.eu/i-consigli-della-nonna-piu-credibili-delle-previsioni-dei-virologistar/</link>
					<comments>https://www.gianlucacampagna.eu/i-consigli-della-nonna-piu-credibili-delle-previsioni-dei-virologistar/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 11:42:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Politica e religione abdicano alla scienza, ma gli scienziati si tramutano in meteorologi sulle previsioni relative al coronavirus. Per sopravvivere restano validi i consigli della nonna e per vivere affidiamoci al potere della narrativa. Disorientati. Oggi è veramente difficile orientarsi, è il tempo delle incertezze e del distanziamento sociale. Avevamo delle certezze granitiche prima dell’avvento...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu/i-consigli-della-nonna-piu-credibili-delle-previsioni-dei-virologistar/">I consigli della nonna più credibili delle previsioni dei virologistar</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gianlucacampagna.eu">GianLucaCampagna.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Politica e religione abdicano alla scienza, ma gli scienziati si tramutano in meteorologi sulle previsioni relative al coronavirus. Per sopravvivere restano validi i consigli della nonna e per vivere affidiamoci al potere della narrativa.</h2>
<p>Disorientati. Oggi è veramente difficile orientarsi, è il tempo delle incertezze e del distanziamento sociale. Avevamo delle certezze granitiche prima dell’avvento del Coronavirus (aC, che non sta per avanti Cristo) ma queste vengono meno mentre scorrono i giorni.</p>
<p><strong>La politica è schizofrenica nelle sue decisioni</strong>, resta testimone di se stessa, ostaggio dei poteri economici, genuflessa alle scelte faziose, lontana dalla dimensione della radice greca da cui deriva. Ogni giorno scava il solco che la divide dal concetto di bene comune e collettività.</p>
<p><strong>La religione, oppio dei popoli,</strong> declinata differente per sfumature a seconda della cultura e dell’indicazione geografica, ha abdicato. L’immagine di Papa Francesco in una piazza San Pietro svuotata di anime fedeli durante l’indulgenza plenaria rimanda a set di film distopici.</p>
<p>Politica e religione hanno abdicato alla scienza. In tempi di contagio, <strong>ecco arrivare le virologistar, che suona molto alla Paolo Fox</strong>, ma sono più dannosi di un astrologo e cartomante uniti. A volte sono anche peggio dei magistrati, una volta che sposano una linea non tornano indietro nemmeno se gli spari. La scienza, che ritenevamo scienza esatta (appunto…), si unisce al coro del disorientamento. E stona ancora di più. Perché non dovrebbe essere legata a inclinazioni emotive o di parte, nemmeno a questioni di fede o concetti trascendenti, dovrebbe avere certezze apodittiche, invece assisti a dibattiti in cui ogni virologo lancia la propria tesi (cosa diversa da un’opinione o da un sentimento) come una <strong>creazione di moda, scegliendo una stagione al posto di un’altra.</strong> Così ascolti che “il Covid-19 scomparirà a maggio, no a giugno coi primi caldi, suvvia col solleone andrà in ferie anche lui, macché s’eclisserà in autunno, nient&#8217;affatto coi primi freddi sarà ancora più rigido, vedrete con l’anno nuovo vestirà altri abiti e sarà meno incline ai rapporti sociali…”.</p>
<p><strong>Ecco, i virologi vestono così anche i panni dei meteorologi.</strong> E in quanto a consigli, beh, mia nonna materna era più convincente e scientifica: <strong>“statte alla casa, lavete le mano, fa ‘no poco de attività fisica, magna sano e poca confidenza a chi non conosci”</strong> a cui seguiva un “me raccomanno” che non ammetteva repliche.</p>
<p>Se la politica, la religione e la scienza disorientano, beh, oltre che ai consigli della nonna per sopravvivere, <strong>affidatevi alla forza evocativa e d’evasione della narrativa.</strong> Immergetevi in quei romanzi che vi proiettano in un altrove magico, dove sognare è lecito, in Macondo dove potrete trovare politici, religiosi e scienziati che orientano e dove le nonne, coerentemente, continueranno ad avere ragione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="FgGLr0d6xH"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/cosa-ci-manca-di-piu-della-liberta-le-gioie-della-comfort-zone/">Cosa ci manca di più della libertà? Le gioie della comfort zone</a></p></blockquote>
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		<title>Cosa ci manca di più della libertà? Le gioie della comfort zone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Luca Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 13:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LAVITACOMEUNROMANZO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa ci manca di più nella restrizione della libertà ai tempi del coronavirus? Banalizzando, la libertà, ma anche quei luoghi eletti a comfort zone dell&#8217;anima. Mi intervista il filosofo Mauro Cascio per il sito www.iniziativarepubblicana.it, mi chiede la maggiore sofferenza patita in questa vita da libertà vigilata ai tempi del Covid-19. Beh, la libertà, banalizzando....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cosa ci manca di più nella restrizione della libertà ai tempi del coronavirus? Banalizzando, la libertà, ma anche quei luoghi eletti a comfort zone dell&#8217;anima.</h2>
<p>Mi intervista il <strong>filosofo Mauro Cascio</strong> per il sito www.iniziativarepubblicana.it, mi chiede la maggiore sofferenza patita in questa vita da libertà vigilata ai tempi del Covid-19. Beh, la libertà, banalizzando. Ma se dovessero chiedermi cose che non superano le dita di una mano, dove molti arrivano a contare, ecco che la risposta è che mi manca da morire il clima della comfort zone. Sì, lo so, per chi è abituato metaforicamente e fisicamente ad andare oltre le Colonne d’Ercole e i bastioni fiammeggianti di Orione potrebbe suonare come un atteggiamento remissivo, ma non è così, <strong>anche i cani randagi hanno necessità di rigenerarsi, leccarsi le ferite,</strong> concentrarsi, stendere cronoprogrammi e disegnare architetture narrative, momenti di riflessione costruiti per vivere nuove mirabolanti avventure.</p>
<p>La comfort zone cui faccio riferimento è quella che l’illustre <strong>John Fante chiamava la Confraternita dell’uva, un ritrovo che a a Sabaudia</strong> porta lo stesso nome e cognome, eletto a domicilio anche da <strong>Andrea G. Pinketts</strong> nei suoi rari spostamenti da ambiti cittadini e metropolitani. Per intenderci, un luogo per gourmet, per picari e gitani, per personaggi sghembi, una sorta di locanda degli uomini perduti. E ognuno ha la sua, quindi una locanda che ti schiude l&#8217;anima, una location equiparata per suggestione a quelle vinerie piazzate ai confini del mondo, sulle punte di Capo Horn o di Capo di Buona Speranza, o in luoghi sperduti come Manaus e Longyearbyen.</p>
<p>D’accordo, sfuggire dalla comfort zone deve essere visto come un obbligo per chi vive, perché restare ovattati negli agi e nelle sicurezze crea assuefazione, limita la crescita e le responsabilità, non ci spinge a varcare soglie interiori, fisiche e geografiche. Ma in tempo di Covid-19 superare le colonne di Gibilterra è proprio recarsi nella straordinaria magia della Confraternita.</p>
<p>Sorvolo su quella fauna umana che frequenta la locanda, <strong>perché per farne parte non è prevista l’inclusione ma l’esclusione.</strong> Certo, non soffro di solitudine, <strong>perché la solitudine non è assenza di persone fuori di sé ma assenza dentro di sé</strong>. E a tal proposito John Fante scriveva cose sagge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: center;">&#8220;L&#8217;uomo di ingegno si riserva alcune prerogative, ad esempio la scelta dei propri interlocutori”.</h2>
</blockquote>
<p>Quello che mi manca è sì quel coacervo di anime errabonde che frequentano la Confraternita, ma soprattutto i piatti rivoluzionati <strong>dallo chef dai capelli anarchici Giampaolo</strong> e quelle prelibatezze scoperte <strong>dall’oste scout Sandro.</strong> Vagheggio di crostini benedetti da un mix di funghi pioppini, guanciale di Mora romagnola, pancetta di Nero delle Nebrodi, elemosino nei sogni un piattino di bresaola di fassona e di Serrano riserva 6 anni. Anelo a mostarde ricercate che accompagnano formaggi di capra della Valsassina, quelli d’alpeggio alla menta, i pecorini alle vinacce o barricati al fieno. Tutte bontà divine, benedette da un calice mediterraneo e selvaggio di Stupore, della cantina Bolgheri, tanto per santificare un luogo come Castagneto Carducci comanda. Perché è vero che la vita è una farsa, ma tornando a John Fante ci sono anche altre verità apodittiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: center;">“Vivere era già abbastanza difficile, ma morire era un compito eroico&#8221;.</h2>
</blockquote>
<p>Sì, lo confesso, mi manca la comfort zone. Il countdown con vista 4 maggio è cominciato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="uaSCeTakrU"><p><a href="https://www.gianlucacampagna.eu/la-moda-delle-mascherine-finalmente-sapremo-chi-abbiamo-di-fronte/">La moda delle mascherine, finalmente sapremo chi abbiamo di fronte</a></p></blockquote>
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