mercoledì 30 Dicembre 2020
HOME > LAVITACOMEUNROMANZO > Dopo le vacanze finalmente riapre il Parlamento

Dopo le vacanze finalmente riapre il Parlamento

La notizia del giorno è che (forse) il Parlamento oggi riapre i battenti. Come se fosse un teatrino stagionale ai tempi del Covid-19. Così, dopo il periodo di vacanza ecco i deputati riprendere l’attività. Mentre la politica locale, regionale e cittadina, si sbatte pr trovare soluzioni, rincuorare i governati, quella dagli scranni più alti nel momento più cupo della storia repubblicana ha accettato il #iorestoacasa come un suddito. Se il Parlamento è chiuso in un periodo d’emergenza straordinaria come questo significa che non serve, lo capirebbe anche un tarato. Questa stortura democratica dove governanti e governati coincidono è responsabilità del premier Conte, del Consiglio dei Ministri, del presidente Mattarella, della maggioranza, delle opposizioni o, in ultimo, dei residenti della Garbatella? Forse per una volta le colpe andrebbero distribuite in egual maniera in modo da non assolvere nessuno (tranne quelli della Garbatella). Niente critiche, grazie, dobbiamo restare uniti, si ulula. Eh, sarà, ma nella confusione dilagante un po’ d’ordine (leggi presa di responsabilità) andrebbe messo ogni tanto. Ormai il discorso è vecchio: i governatori regionali dimostrano più appeal e capacità nei loro territori (che microcosmi non sono) rispetto ai parlamentari andando diritti per la propria strada. Lo avrete capito che sabato notte il discorso da Grande Fratello da parte del premier Conte è arrivato perché il presidente lumbard Fontana aveva deciso di adottare norme più stringenti fregandosene dei tentennamenti del governo centrale? Certo che sì. E che dire sull’improvvisa conferenza stampa di ieri indetta dal nobile Conte alle 18.20 per i contenuti del nuovo decreto? Soffochi a stento una sanguigna bestemmia perché sospetti che la news che rimbalza da ore sul protrarre le restrizioni al 31 luglio sia vera, invece il premier con tono monocratico elenca le sanzioni pecuniarie cui andranno incontro gli imbecilli che zonzano senza giustificazione. No, non siamo su ‘Scherzi a parte’: il discorso alla nazione era proprio questo, niente reali sostegni alle piccole e autonome partite iva. Poi, ‘casualmente’, un giornalista accreditato pone la domanda in odore di marketing sul 31 luglio e il premier risponde sgomberando il campo da sospetti. No, non siamo su ‘Scherzi a parte’, proprio mentre viene sventato sul nascere il bandiera bianca dei benzinai. Nuovo decreto e nuovo salvacondotto per girare con l’Esercito a controllare le strade con poteri da pizzardone e ghisa. Ma no, non siamo su ‘Scherzi a parte’. Proprio mentre il Consiglio dei ministri torna a lavorare febbrilmente, dopo aver deciso che la situazione della Lombardia è identica a quella della Basilicata, dopo aver agevolato la grande fuga dal Nord al Sud, dopo aver urlato lockdown aprendo a una depressione economica senza precedenti. Ma serve il Parlamento? Quando i governi locali dimostrano che sono lontani dalla trincea della vita e dei cittadini? Ripeto: serve il Parlamento? La sua chiusura o la sua impossibilità ad agire sanciscono di fatto il suo depotenziamento, suscitando un’altra perplessità: l’Italia del dC (dopo Coronavirus) s’è desta per essere trasformata in una Repubblica federale o in uno Stato federale?

#lavitacomeunromanzo #JoséCavalcanti #coronavirus #covid19

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *