mercoledì 30 Dicembre 2020
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Picci, una vita da bomber cacciato di casa

 

Un’intervista e una rovesciata ti cambiano la vita. Ne sa qualcosa Antonio Picci, centravanti 34enne della Vigor Trani (Eccellenza pugliese), che il 25 ottobre ha ribaltato il Gallipoli con una doppietta ma soprattutto con una prodezza balistica degna di Van Basten. Ma quello che oggi diventa virale nella Rete è l’intervista nel dopopartita, dove l’attaccante con chiara inflessione barese con rincorsa ciarliera dichiara “…Ad agosto non mi voleva nemmeno mia madre a casa mia, ora sono in doppia cifra…”. Figlio di un calcio che trita e che a volte non concede doppi passaggi, Picci dopo un rapido passaggio a Brescia in B quattro stagioni fa, si prende la sua rivincita con un’intervista che somiglia più a uno sfogo, “Nessuno mi voleva e ora sono già a doppia cifra. Sono il più forte? Sì. Sono presuntuoso? È la mia forza”. Parole che oscillano tra frustrazione, disillusione, amarezza, nostalgia, occasioni mancate e sprecate, riscatti e consapevolezza di essere figlio di un calcio minore, dove però la gioia oggi è regalata da questi straordinari strumenti di moltiplicazione digitale, che looppano dichiarazioni genuine e gol da cineteca, oltre le sue esultanze condite da balletti latini isterici. Ecco, la rete: è una rovesciata straordinaria, è figlia di un errore tecnico come direbbe Arrigo Sacchi o figliastra di gesti tecnici impeccabili tirati fuori da un infuocato Boca-River? Le immagini parlano chiaro. E regalano a tutti, calciatori e non, sempre una seconda -e terza- opportunità nella vita.

 

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